È la Lancia Delta la grande regina del prossimo Autosprint Gold Collection, il numero 3 di questa stagione. Un autentico orgoglio tricolore capace di vincere titoli iridati a ripetizione producendo emozioni e passione.

Per gli italiani amanti del motorsport una vera e propria Nazionale con la livrea Martini, una vettura invincibile, due italiani al centro della scena (Miki Biasion e Tiziano Siviero) e un popolo di appassionati che la segue con trasporto in attesa di vivere insieme la sbornia collettiva del Rally di Sanremo che all’epoca in ottobre è spesso teatro della sfida decisiva.

Dal 1987 al 1992 oltre a vincere il titolo Costruttori la Lancia non è mai stata battuta sulle strade di casa, quelle che danno vita all’incredibile sarabanda del Rally d’Italia. Sei edizioni e altrettanti successi per le Delta davvero imprendibili: nessun’altra padrona della scena fuori dal marchio Lancia.

In un’epoca in cui la Ferrari in F.1 fatica, sbuffa e s’interroga sul futuro dopo la scomparsa del Drake, lo squadrone dei rally che tremare il mondo fa, si prende gran parte della scena con imprese leggendarie e pure smargiasse. Anni di trionfi che sembrano scontati e che invece di scontato non hanno nulla. È una fantastica catena di montaggio di trionfi. 

Ha sempre giocato d’anticipo la Lancia con quella Delta Gruppo A subito vincente al debutto divenuta esempio da seguire. Fin dal progetto di partenza quella vettura, che magari non ha la cavalleria di alcune rivali, rappresenta fonte d’ispirazione ed esempio da imitare. Essere partiti subito col piede giusto consente alla squadra corse di disporre sempre di un vantaggio sulla concorrenza.

Padrona del mondo dal 1987 al 1992. Sei anni di dominio incontrastato, un marchio e una vettura che hanno riscritto la storia dei rally, lasciando un segno indelebile sull’ultima epoca romantica di una specialità che di li a poco cambia pelle. E perde pure un bel po’ del suo fascino.

L’unica cosa certa è che quelle sono state le ultime stagioni d’oro del rallismo italiano. Rivista adesso sembra preistoria. In realtà sono tutte immagini che raccontano una realtà ancora molto presente in tutti quelli che hanno avuto a che fare con la Nazionale del Motorsport e il suo meraviglioso luna park del controsterzo. L’ultimo meraviglioso affresco dipinto dall’Italia nel mondo dei rally. Quello che trenta anni fa ci vedeva ai vertici, sbaffi di un orgoglio tricolore che riscalda antiche passioni e gonfia il cuore con ancora tanti (troppi) rimpianti.