«Si si si! Andiamo avanti». Dal suo ufficio di Londra, Alejandro Agag risponde senza dribbling dialettici e si concede in esclusiva ad Autosprint. E' un intervista senza filtro quella al patron della Formula E che avrà un agosto di fuoco. A settembre il presidente compirà 50 anni. Ne ha 18 quando inizia a fare politica, Partido Popular, centro-destra spagnolo. A 23 viene nominato segretario internazionale del Nuevas Generaciones. Nel 1996 Josè Maria Aznar diventa presidente del Governo di Spagna e Alejandro (futuro genero dell’ex primo ministro) diventa aiutante del presidente del Governo. Tre anni piu? tardi viene eletto deputato al Parlamento Europeo. Venti anni fa esatti Agag diventa segretario generale dell’Internazionale Democratica Centrista. L’anno dopo decide che l’esperienza con la politica si chiude e lui inizia una scalata al mondo degli affari e dello sport.

Da anni ormai al centro della sua vita c’e? la Formula E che ha fatto crescere rigogliosa e senza troppe spine. Racconta: «Finalmente c’e? la ripartenza. Speriamo che continui ad andare tutto bene in Germania. Abbiamo in programma 6 gare in nove giorni e sara? un’esperienza nuova per tutto il motorsport. Arriveranno tanti piloti ancora in lizza per la vittoria del campionato: se qualcuno arriva in buona forma anche se adesso e? quinto, sesto o settimo in campionato, ha ancora la possibilita? di vincere il titolo».

La Formula E avra? un gran finale a Berlino...

«Si davvero un gran finale e poi bisognava trovare un posto unico per mandare in scena tutte queste gare che ancora ci separano dalla fine della stagione. Ogni due gare cambieremo il layout della pista per aumentare le difficolta? ai piloti e per non permettere ai team troppe simulazioni anche perche? sara? la prima volta che possono migliorare le vetture nello stesso circuito. Quella del cambio di layout della pista e? una grande sfida anche per i piloti: perche? nessuno ha fatto sei gare in nove giorni. Alcuni risponderanno al cambiamento meglio di altri. Dovranno essere forti mentalmente».

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Presidente, alcune settimana fa sui social ha scritto che il Covid-19 e? una sorta di prova generale per la nostra lotta contro il cambiamento climatico...

«Ci siamo resi conto che abbiamo dovuto reagire a un evento che non ci aspettavamo, che praticamente ha bloccato tutte le economie e la nostra vita. Questo e? solo un piccolo esempio di quello che puo? verificarsi con il cambiamento climatico. Che potrebbe portare il mondo a fermarsi in modo permanente e allora si? che bisogna vedere quello che e? successo con la pandemia, imparare, prepararsi e provare a ridurre gli effetti del cambiamento climatico perche? siamo ancora in tempo...»

Lei e? stato uno dei primi a dire basta e a fermarsi senza tentennamenti...

«Ho visto e capito subito che era una situazione che andava gestita molto velocemente. Tentare di continuare a fare delle cose, in quel momento, sarebbe stato praticamente una perdita di soldi e di tempo. Era meglio fermarsi al piu? presto e aspettare l’evolversi della situazione. Abbiamo fatto bene a fermare il campionato e anche altri dopo hanno seguito il nostro esempio. Ora abbiamo deciso di ricominciare con tutte le gare concentrate a Berlino perche? e? molto piu? pratico ed efficiente. E alla fine visto che il pubblico non puo? venire, per noi non aveva senso cambiare location perche? tanto gli spettatori non possono sfruttare l’occasione».

Il livello dei piloti che da sempre frequentano la vostra categoria e? buono e ogni anno cresce: chi sogna di vedere al volante di una monoposto di FE? Prima o poi convincera? Alonso a provare il brivido elettrico? Dalla prossima stagione in giro c’e? anche Sebastian Vettel...

«Sarebbe fantastico averli tutti e due pero? attenzione che anche i nostri campioni della specialita? meritano assoluto rispetto. Vergne, Di Grassi, Buemi e compagnia sono davvero forti. E? ovvio che Alonso, Vettel e perche? no anche Hamilton sarebbero dei grandi ambasciatori ma per adesso sono impegnati in F.1. Di Vettel ad esempio ancora non ho capito quale sara? il suo futuro. Ma ovviamente sono poi le squadre a decidere il nome dei piloti.»

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A proposito di squadre: che cosa pensa del dominio delle Case tedesche nella prima parte del campionato?

«Indubbiamente sono forti. E poi sono spinti dalla grande motivazione della lotta tra di loro. Non dimentichiamo che mai i quattro marchi tedeschi (e mi riferisco a Mercedes, Porsche, Audi e Bmw) a livello ufficiale si sono affrontate in uno stesso campionato. E si nota davvero che il livello e? molto alto. Devo dire che pero? anche le altre Case stanno andando davvero bene. Vediamo nelle prossimo 6 gare finali: e? tutto molto aperto».

E dell’esperienza del film di Di Caprio sulla vostra serie che cosa racconta?

«E? stata davvero un’ottima esperienza. L’idea l’ha avuta lo stesso Di Caprio. Nel corso di una cena durante il Gp di F.1 a Montecarlo mi ha detto: “perche? non facciamo un film?”. “Lascia perdere”, gli ho risposto “meglio fare un documentario dove spieghiamo bene che cosa e? la Formula E” . Posso anche raccontare un aneddoto».

Prego, presidente

«In una scena del film lui sarebbe dovuto essere al volante di una macchina che andava molto veloce guidata come controfigura da Lucas Di Grassi. Una volta vista la ripresa Leonardo ha cambiato idea. “Meglio che non guidi” , ha detto. Forse si era intimorito nel vedere la guida di Di Grassi che saettava troppo vicino ai muri... E all’interno del film questa parte e? stata tagliata».

La Extreme e? la nuova sfida. Una bella sfida. A che punto e?? Li? la stella potrebbe essere Carlos Sainz. E stiamo parlando di Senior...

«Magari! Lui sarebbe il testimonial ideale. La Extreme e? una sfida alla quale tengo molto. Andra? in scena in posti che sono gia? danneggiati dal problema del cambiamento climatico e dell’inquinamento. C’e? un posto in Senegal a Dakar dove tutte le spiagge sono piene di plastica, c’e? una parte in Amazzonia dove la foresta e? stata quasi completamente disboscata, esiste un posto nell’Artico dove non c’e? piu? ghiaccio. Con questa iniziativa faremo puntare i riflettori su quello che succede in alcune parti del mondo. E ribadisco piloti come Carlos Sainz o Sebastien Loeb sarebbero ideali per una sfida come questa».

Delle sue precedenti vite da politico o consulente, quale ha dovuto sfruttare di piu? a livello di esperienza per navigare nel mare non sempre tranquillo del motorsport e mettere in piedi il campionato del mondo di FE?

«Ovviamente la politica ti insegna molto. E? una grande scuola dove impari come mettere d’accordo la gente e farla confluire verso lo stesso obbiettivo, trovando ogni volta dei punti di equilibrio. Dicono che la politica e? l’arte del possibile: non e? tanto trovare l’impossibile ma quando cercare di fare il possibile. Questa esperienza me la sono portata dietro quando ho smesso di fare politica e l’ho successivamente applicata a quello che ho fatto nella mia vita dopo quella esperienza ventennale» .

Secondo lei quali sono stati i paesi che hanno risposto meglio all’emergenza coronavirus?

«Senza dover per forza scegliere il nome di un Paese rispetto a un altro io penso che, almeno per quanto riguarda l’Europa, hanno tutti cercato di fare del loro meglio e adesso stiamo anche vedendo che arrivano i primi risultati. Io abito a Londra. Ma sono gia? stato in Italia, sono gia? stato in Francia: si puo? ricominciare a viaggiare e a fare delle cose. Anche il turismo sta pian piano riprendendo. L’Europa in generale ha fatto abbastanza bene. Il problema grande e? quello che riguarda Stati Uniti e Brasile dove i politici che guidano quei paesi non seguono tanto le raccomandazioni degli esperti e li? si vede che la situazione e? ancora fuori controllo. Ribadisco l’Europa e? l’esempio da seguire. Guardi le dico una cosa. Come le dicevo abito a Londra e saro? sicuramente una vittima del brexit, ma penso invece che l’Europa stara? molto meglio.

Le racconto una curiosita?. Quando ero nel Parlamento Europeo quelli che bloccavano sempre tutto erano sempre gli inglesi. Adesso che loro non ci sono piu? l’Europa ha un’opportunita? fantastica per diventare veramente una potenza fortissima. Ne dobbiamo approfittare e penso che lo faremo perche? adesso i grandi paesi dell’unione europea (Germania, Italia, Francia, Spagna, Benelux) vanno piu? o meno tutte nella stessa direzione e questo e? molto positivo».

Lei ha portato la F.1 nelle capitali piu? belle d’Europa. Ci perdoni il nazionalismo: per noi l’ePrix di Roma (che tornera? ad effettuarsi nel 2021) e? il piu? bello di tutti...

«Roma non e? bello: e? bellissimo. Il regalo non l’ho fatto io a Roma organizzando un evento come quello, ma l’ha fatto Roma a me dandoci il benvenuto. E? una gara fantastica che ci da? anche modo di stare nella vostra bellissima capitale. Dico di piu? Roma e? uno dei pilastri del campionato di Formula E».

Si e? parlato di un possibile team italiano in futuro nella categoria. Conferma?

«Si?, ho parlato con alcune persone che mi hanno contattato dall’Italia. Stavano lavorando a questo progetto ma se e quanto andranno avanti con questa iniziativa anche perche? non e? facile trovare un posto visto che sono soltanto 12 team. Per entrare si deve trattare con uno dei team gia? presenti nello schieramento e non e? facile. Ma vediamo: sarebbe bellissimo avere un team italiano».

Recentemente ha detto che vede possibile, in un futuro a lungo termine, una fusione tra FE e F.1...

«Penso che ci sara? una convergenza tra le due categorie, ma non so dirle come e quando avverra?».

Si e? sempre dichiarato grande fans della F.1. Finalmente il Mondiale e? ripartito. Quest’anno come vede la corsa per il titolo?

«Vedo ancora Hamilton e Mercedes favorite. Sarei sorpreso non vincesse Lewis. Ma non e? detto visto che e? sempre duro il campionato di F.1. Ci vorrebbe una sorpresa. E in questo caso parlo di Ferrari. Ma sara? difficile. Penso che anche quest’anno la Mercedes sia superiore».

Stuzzico il suo cuore spagnolo: come valuta il passaggio di Carlitos Sainz alla Ferrari dal 2021?

«Bellissimo. In Spagna siamo molto contenti del suo passaggio alla Rossa. Sembrava un sogno irrealizzabile. Mi ricordo ancora che cosa ha provocato nel mio Paese la scalata di Alonso in F.1 e quando dalla Renault passo? alla Ferrari tutti andarono in delirio. E ora vedere un secondo spagnolo pilota ufficiale del Cavallino e? veramente fantastico. Speriamo che il dominio della Mercedes sia un po’ meno soffocante» .

Ma qual e? il suo pilota preferito?

«Uhm, difficile questa domanda. Pero? le dico Alain Prost. Gia?, il professore. Io ho parlato con alcuni dei suoi meccanici e mi dicevano che lui dopo 70 giri ti riportava la macchina ai box meglio di come gliela avevi consegnata».

Il suo nome circola tra quelli che in futuro potrebbero prendere la presidenza della Fia? Conferma?

«Non sta a me confermarlo. Io adesso sono molto concentrato sulla nuova sfida dell’Extreme. Devo far partire questo progetto che prevede la realizzazione di un campionato e seguendo quella che e? stata la creazione della FE. E? molto difficile per me pensare ad altre cose. Anche io ho letto notizie in questo senso sui giornali, ma non c’e? niente di reale, ancora».