Il nostro numero speciale su Enzo Ferrari - parliamo di Autosprint n.32/33 attualmente in edicola - sta ricevendo molti apprezzamenti. Di questi vorremmo ringraziare i nostri lettori. Per far capire a chi ancora non l'avesse visto in edicola di cosa stiamo parlando, pubblichiamo a seguire un estratto dell'articolo di apertura su Enzo Ferrari del nostro Cesare Maria Mannucci. Al tempo stesso vogliamo ricordare che questa copia di Autosprint resterà in edicola due settimane (il doppio del solito) per via delle ferie estive di redazione e tipografia, per cui chi fosse momentaneamente in villeggiatura non si faccia troppe preoccupazioni. Anche perché aggiungiamo che il dvd su Enzo Ferrari, disponibile assieme alla copia della rivista (ne parliamo più approfonditamente qui), potrà essere richiesto in un secondo momento alla nostra casa editrice, qualora non l'aveste trovato e/o l'edicolante ne fosse rimasto sprovvisto. ---------------------------

Agitatore di uomini

Venticinque anni fa, eppure sembra ieri. Venticinque anni fa, però pensando a com’era diverso il mondo allora, a come la F.1 fosse differente dall’attuale, al grande vuoto che ha lasciato, improvvisamente ci si rende conto che venticinque anni sono tantissimi. Allora proviamo a chiamarlo quarto di secolo, che numericamente non cambia, però fa sembrare tutto più solenne. Il 14 agosto del 1988 moriva ufficialmente Enzo Ferrari. Usiamo questo avverbio perchÄ in realtà la sua morte avvenne due giorni prima, venerdì 12, ma fu poi comunicata con due giorni di ritardo. Aveva 90 anni e, sino a pochi mesi prima, era ancora saldamente al comando dell’azienda che portava il suo nome, della squadra corse più importante del mondo. Sono passati 25 anni dalla morte di Enzo Ferrari, ma a noi, più che ricordare la sua scomparsa, interessa ricordare come abbia vissuto, attraverso quali cambiamenti radicali sia riuscito a imporre il carisma della sua persona, la sua ossessiva determinazione. Così, prima di ricordare quando Enzo Ferrari è morto, sarebbe necessario ricordare quando Enzo Ferrari è nato. Era il 18 febbraio del 1898, l’inizio della fine. Di una società arcaica ancora saldamente legata all’economia agricola. Di un’Italia che ancora stentava a identificarsi in un Paese finalmente unito. Del treno, della carrozza, del cavallo e della bicicletta come unici mezzi di locomozione. In altre parole, la fine di un mondo se non lontanissimo, certamente antico. Le corse come le conosciamo oggi non erano nemmeno immaginabili dalla mente  del più fantasioso scrittore di fantascienza o dal più acceso rappresentante del movimento Futurista, corrente culturale alla quale, senza volerlo e inconsciamente, Enzo Ferrari si ispirò e ne rappresentò concretamente i valori e i contenuti. Eppure, appena pochi mesi prima della sua morte, nell’88, Enzo Ferrari negoziava duramente con Bernie Ecclestone, dava ordini a Jean Marie Balestre, all’epoca presidente della Fia, polemizzava con Nelson Piquet, controllava sotto tutti gli aspetti la quotidiana realtà della squadra di F.1 più importante del mondo. L'articolo prosegue su Autosprint 32/33 in edicola fino al 27 agosto. AperturaFerrari