Alla vigilia del Gp d'Italia, Autosprint ha raccolto le impressioni di Luca Marmorini, direttore del Reparto Motori di Maranello. Questa sarà l'ultima edizione della formula otto cilindri da 2400 cc, introdotta nel 2006 e responsabile della decisa diminuzione, in questi anni, delle velocità massime. Ciò non toglie che, per un ingegnere motorista, si tratti di una sfida affascinante. Proprio mentre la Ferrari sta definendo i programmi per il futuro, quindi per il motore V6 turbo. Dal V12 al V8 passando per il V10. Monza resta la pista pi difficile per il motore? "E' sicuramente il tracciato, insieme a Spa, dove registriamo il maggiore contributo del motore sulla prestazione complessiva della monoposto. Ogni cavallo in più ha il suo peso sul tempo finale. Monza anche un circuito molto difficile per i motori, perchè il pilota percorre l'80% di ogni giro con l'acceleratore a fondo corsa. Girando a piena farfalla così a lungo, si rivela un circuito critico sul fronte dell'affidabilità". I motori costruiti a Maranello hanno ottenuto moltissimi successi a Monza. Quanto vorresti fosse così anche nell'ultimo anno del propulsore V8? "Se guardiamo più indietro, all'era dei motori V12, l'ultima vittoria di un propulsore Ferrari  datata 1988, ma nell'ultimo anno di utilizzo di quei motori, era il 1995, c'erano due propulsori di Maranello in testa al Gran Premio d'Italia prima di essere rallentati da altri problemi. Sarebbe bellissimo chiudere anche questo ciclo tecnico facendo nostra l'ultima vittoria dei V8 a Monza". Pensando invece al 2014 ed ai nuovi regolamenti, a che punto siamo con la realizzazione del nuovo moto-propulsore V6? "Considerando che tra soli sei mesi avrà inizio il campionato 2014 direi che le scelte di base sono già state tutte fatte. E' già molto tempo che siamo al lavoro su questo progetto. Al momento stiamo definendo gli ultimi dettagli, soprattutto sul fronte dell'installazione del motore nella monoposto. Siamo contenti di quanto fatto finora, e direi che tutto  in linea con la programmazione".