da Suzuka: Cesare Maria Mannucci Le prove della gara che potrebbe essere l’ultima chiamata della stagione 2013, cominciano decisamente male per la Ferrari. Fernando Alonso paga rispetto a Sebastian Vettel un gap di 1”235 ed occupa la 10ª posizione al termine della prima giornata. Felipe Massa fa un po’ meglio, conclude all’8° posto, ma distanziato di 0”846 dal tempo del futuro quattro volte campione del mondo. Davvero una Ferrari da... sprofondo rosso in una giornata che invece sancisce inesorabilmente la superiorità Red Bull, con Vettel e Webber ai vertici e Nico Rosberg, primo tra i “terrestri”, al terzo posto distanziato di 0”262. E dire che in tanti ci provano, innumerevoli le uscite fuori pista. Sbattono duro Sergio Perez e Pastor Maldonado - che in precedenza nella prima sessione perde anche una ruota - e Jules Bianchi. Anche Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen finiscono in testacoda o nelle vie di fuga, a dimostrazione che tutti ci provano a fondo per soverchiare una “dittatura” tecnica ormai quasi insopportabile. Eppure non succede nulla. Questa volta, più che il gap cronometrico che Vettel impartisce ai rivali, stupisce come su questa pista così impegnativa la Red Bull sia subito a suo agio, perfettamente regolata, mentre tutti gli altri sono ancora alla ricerca del migliore assetto e delle migliori regolazioni aerodinamiche. Dimostrazione che a Milton Keynes non solo hanno a disposizione il talento di Adrian Newey ma anche, se parliamo di messa a punto preventiva - simulatore di guida, Cfd, seven post rig e test in galleria del vento - la Red Bull sia decisamente avanti rispetto alle altre squadre. Che è anche una diversa chiave di lettura per interpretare la stagione 2013. Per la Ferrari comunque una giornata molto pesante. Alonso è contento solo perché nel testacoda non ha rovinato le gomme e quindi potrà usarle anche domani. Ma il fatto di essere dietro addirittura a Mclaren e Toro Rosso gli sembra quasi un incubo. Pat Fry si affida a contorsionismi verbali solo per nascondere che i pochi aggiornamenti portati dalla Ferrari qui non funzionano. Come del resto già accaduto in Corea. Perché forse non è più il caso di parlare di profili aerodinamici aggiuntivi, di piccole derive lungo il perimetro della vettura. La Ferrari è carente rispetto alla Red Bull e ad altre squadre, anche nel lavoro di messa a punto e di preparazione alla gara. E questo è davvero difficile da accettare, considerando i mezzi e la cultura tecnica di cui dispongono a Maranello. Pat Fry si augura di riuscire a trovare domani il bilanciamento ottimale tra aerodinamica e grip meccanico, che questa pista sollecita in maniera decisamente estrema. Ma in cuore suo, forse, spera solo che questa stagione finisca il più presto possibile.