da Nuova Delhi: Alberto Antonini È Alonso che ce l’ha con la Pirelli, per un fatto personale, o è la Ferrari? Dopo la qualifica, Fernando ha parlato ancora di pneumatici. E ancora una volta, non in termini lusinghieri. «Non voglio che si dica che critico le gomme, ma queste Soft non sono buone. E questo è un fatto. Sono pneumatici “random”». Ovvero “casuali”, traducendo dall’inglese che ormai è l’unica lingua in cui Fernando si esprime in pubblico. «Ieri con un set di soft avevo fatto sedici giri, con tempi buoni. Oggi ne ho fatti tre». Ovvero, Alonso critica ancora l’incostanza delle Pirelli. In particolare della mescola “Soft” a banda gialla, che non ha scelto per la fase finale delle qualifiche, preferendo la Medium. Questo perché la più morbida garantisce poca durata. In realtà, la Ferrari aveva dimostrato al venerdì (sabato le libere sono state accorciate e non danno riscontri precisi) che la F138 poteva far durare più a lungo della Red Bull le sue gomme gialle. Ma con tempi troppo alti per non giustificare il famoso “crossover”, cioè il cambio con pneumatici di altra mescola, quando i primi manifestano troppo decadimento. In altre parole, far durare di più la Soft, riducendo il blistering, serve a poco, se poi si va troppo piano. Alonso e la Ferrari hanno scommesso sul fatto che la Red Bull e le Mercedes andranno in crisi? O piuttosto è la squadra che non si è fidata della capacità di Nando di mettere insieme un giro buono nel Q3? Usando le Soft come ha fatto in Q2, lo spagnolo avrebbe potuto partire in seconda, forse addirittura in prima fila: nella seconda sessione ha segnato un tempo appena superiore a quello di Rosberg nella fase finale (1’24”871). Ma la Ferrari non si è fidata. Per cui, se è vero che Red Bull sforza di più le gomme è anche vero che la Rossa ha paura a portarle al limite. E questo succede da prima che tornassero le cinture in kevlar.