da Yas Marina: Alberto Antonini La Red Bull ha davvero un segreto? Che cosa c’è dietro alle straordinarie prestazioni di Vettel? Se lo chiedete ad Adrian Newey vi darà sempre la stessa risposta: che non c’è “una” soluzione vincente, ma un cocktail di sistemi che lavorano armonicamente insieme. Tante sono state le illazioni, l’ultima sulla flessione “controllata” termicamente del fondo nella parte anteriore, per abbassare il muso della vettura senza danni. La Fia ha controllato e smentito. Resta il fatto che la trazione della Red Bull consente ai piloti di accelerare prima e più a fondo in uscita di curva, senza sacrificare l’inserimento. E allora? Allora il “segreto” risiederebbe in un sistema idraulico molto evoluto che controlla in ogni momento il rollio, ossia l’inclinazione laterale, della monoposto. In questo modo le ruote posteriori hanno sempre l’assetto ottimale per scaricare a terra la potenza senza slittare. Il sistema è anche abbastanza visibile: le connessioni idrauliche fra ammortizzatori e barre si notano nella zona del cambio, dove c’è anche una molla di controllo. Il sito specializzato tedesco di ‘auto motor und sport’ avanza quindi l’ipotesi che il sistema non sia altro che un “fric” molto evoluto. Il “fric” (front and rear interactive control) è il dispositivo che la Mercedes usa da anni, con grandi difficoltà iniziali. Quasi tutti lo hanno imitato. Ma solo Red Bull riuscirebbe a simulare le funzioni delle sospensioni attive di vent’anni fa: ossia fare in modo che, per esempio, in una curva a sinistra il telaio non “pieghi” troppo verso destra. Interpellato dai nostri colleghi tedeschi, Newey non ha detto né sì né no, limitandosi a dire che “è molto difficile oggi riprodurre queste funzioni” visto che il sistema idraulico deve essere, per regolamento, totalmente passivo, senza intervento del pilota né dell’elettronica. Difficile, ma non impossibile...