Mentre l'inizio della stagione F1 2014 si avvicina sempre più, la Red Bull resta la squadra sulla quale puntano i maggiori dubbi degli osservatori. E non solo perché dopo 4 anni di dominio "si può solo peggiorare": i problemi sono concreti e non riguardano soltanto l'unità motrice Renault, ma anche un progetto ancora una volta estremo (forse troppo) da parte di Adrian Newey. Tanto da essere quella più predicata di non finire la gara a Melbourne, stando ai responsi delle prove prestagionali. In questo contesto assume valore quanto dichiarato da Christian Horner in un'intervista rilasciata al sito "istituzionale" PitPass.com, in cui il team principal RB difende a spada tratta il suo progettista. Rispondendo così a chi imputa a Newey una certa responsabilità diretta per come ha progettato la RB10: «Abbiamo spinto al limite nella definizione della vettura, come Adrian fa sempre - spiega Horner - per cercare di ottenere un po' di vantaggio aerodinamico. Superare i confini in ogni settore, è ciò che rappresenta tutto in Formula Uno. Bisogna sempre ottenere il massimo da ogni singolo elemento». «Abbiamo fatto un passo troppo avanti nei primi test - prosegue Horner - ma abbiamo risposto tecnicamente e ora il raffreddamento non è più un problema. Adrian è probabilmente la persona più competitiva che io abbia mai incontrato e sta lavorando tremendamente, in questo momento. Ma non tutti gli aspetti della macchina sono sotto il nostro controllo. Sono comunque sicuro che assieme alla Renault ne usciremo. Per trovare il limite devi anche andare oltre, ed è più facile rendere affidabile una macchina veloce che non il contrario; e la nostra è buona». Ma, appunto, non ancora affidabile, fatto che fa capire come mai Horner fosse favorevole alla regola dei doppi punti per più gare finali… Facendo un paragone con Ferrari e Mercedes, infine, Horner ammette: «Per quanto il rapporto di lavoro con Renault sia molto stretto e con un incredibile scambio di informazioni e di idee, l'integrazione fra telaio e motore non può essere la stessa che hanno loro. In Mercedes hanno investito tanto e presto, mettendosi in buona posizione: stando a ciò che abbiamo visto nei test, non mi stupirei se a Melbourne finissero con due giri di vantaggio. L'affidabilità sarà un elemento chiave, ma anche la limitazione del carburante: Melbourne è uno dei circuiti più esigenti, e una gara su asciutto e senza safety-car metterà qualcuno in difficoltà sotto questo aspetto». Maurizio Voltini