Dopo i test invernali, la Red Bull sembrava già condannata a un ruolo di comprimaria. Persino Sebastian Vettel, di solito aziendalista, ammetteva che c’era «una montagna da scalare». Ma sembra la stiano scalando in fretta. A prescindere dal risultato dell’appello sulla benzina di Melbourne - che richiederà almeno due settimane - le prestazioni della RB10 in AUstralia hanno messo la concorrenza sul chi vive. A iniziare proprio dal dominatori di Melbourne, ovvero la Mercedes Gp. Toto Wolff, amministratore delegato del team di Brackley, ammette che «se consideriamo la curva di crescita di alcune squadre, quello che ha fatto la Red Bull è fenomenale. Non è proprio il caso, da parte nostra, di rilassarsi». Anche Pat Symonds, direttore tecnico della Williams, è d’accordo: «La loro velocità di recupero mette paura». E mettono anche più paura le dichiarazioni di Christian Horner, team principal della Red Bull, che dice: «Nei test in Bahrain abbiamo usato forse il 10 per cento del potenziale di cui il motore Renault è capace. In Australia eravamo al 60 per cento». Che succederà se e quando arriveranno al 100 per cento? I rilevamenti delle altre squadre hanno mostrato che la RB10 è molto veloce in curva, i tempi parziali di Melbourne davano Ricciardo in netto vantaggio sul terzo settore della pista, quello dove conta la trazione. Rob White, il direttore tecnico della Renault, ammette però che il lavoro è a un punto molto delicato: «Avremo inevitabilmente dei rovesci». Uno dei temi più difficili sembra essere quello di risparmiare benzina evitando però che il motore “batta in testa”. A meno che il rifiuto di usare la sonda Fia non nasconda proprio una necessità tecnica, senza la quale la Red Bull non può andare così forte...