C’è un pezzo (importante) di italiano nella Mercedes W05 che ha vinto la prima gara del mondiale 2014 di F1 con Rosberg: il progettista. Aldo Costa, parmense  53 anni a giugno,  dirige il settore telai nella MercedesGP ed è l’uomo che ha realizzato la W05, la terza Mercedes della sua carriera dopo quelle del 2012 e 2013. Prima, per una dozzina d’anni, è stato progettista della Ferrari e per tre anni Direttore Tecnico di Maranello. Oggi si toglie le soddisfazione di vedere la “sua Stella d’Argento” davanti alla Ferrari. Autosprint lo ha intervistato in esclusiva nel numero che è in edicola. Nell’articolo Costa parla a 360 gradi del nuovo mondiale F1: spiega perché la sua creatura ha vinto la prima gara, giudica il nuovo regolamento F1, la formula-consumo e la questione del rumore, dei sorpassi mancanti e delle problematiche che il flussometro Fia ha generato non soltanto alla Red Bull ma alla sua squadra, e non può non toccare anche l’argomento Ferrari. Ecco uno stralcio dell’intervista che potete leggere completa su Autosprint in edicola da martedì 25 marzo. - Per qualcuno il mondiale è già chiuso. Tu pensi che la Mercedes Gp possa dominare tutta la stagione? «No, non penso proprio che si possa parlare di dominio. Lo dimostra, credo, il progresso che la Red Bull ha fatto dalle prove del Bahrain alla prima gara. Si sono presentati in Australia molto più competitivi di quanto non fossero nei test invernali. Questo dà un’indicazione di quanto possano essere veloci, in Formula Uno, il progresso e la risoluzione dei problemi. Può darsi benissimo che fra qualche Gran Premio molte altre squadre arrivino a buoni livelli. Non possiamo giudicare solo dalla prima corsa del campionato». - Esiste “una” componente che può fare la differenza nella prestazione? «Direi di no. Il power train, la sua potenza globale, è la somma di tutti gli elementi: il motore a combustione interna, l’Mgu-K, l’Mgu-H, la turbina. L’importante è metterli assieme nel modo corretto e sfruttare quello che il regolamento ti consente in modo da ottenere la miglior prestazione possibile. Non è che si lavori solo su un’area e che questa sia la più importante di tutte. È il sistema nella sua globalità che deve essere sviluppato». - Quindi non hanno senso le voci secondo le quali il vostro motore, addirittura solo la parte “termica”, darebbe 50 cavalli più di quelli della concorrenza? «No, secondo me non hanno un senso. Specialmente adesso che altri team hanno problemi. Mi spiego meglio: tutti noi, come squadre, disponiamo dei dati Gps. Quindi tutti hanno potuto vedere quanto il motore Renault, quando gira a pieno, a potenza massima ha prestazioni notevoli. Per cui, probabilmente, il loro deficit in questo momento è che non riescono a mantenere questo livello di prestazione per tutta la gara, ma devono depotenziare alcuni elementi del powertrain che non riescono a reggere la temperatura, o l’affaticamento. Credo però che si tratti di problemi che piano piano troveranno una soluzione». (segue).   L’intervista completa la trovate su Autosprint in edicola da martedi 25 marzo.