Dal nostro inviato a Sepang (Malesia): Alberto Antonini Fernando Alonso sta scoprendo la prima difficoltà della Malesia: «Il difficile è parlare davanti a un microfono». Il caldo, ormai, non lo spaventa, anche se è quello umido di Sepang e non il clima desertico di Dubai, dove si è trasferito. Piuttosto, lo preoccupano le dichiarazioni della vigilia. «Se dico che siamo contenti del quarto posto in Malesia, qualcuno dirà che mi accontento, che non ho più fame di risultati. Allo stesso modo, se dico che invece non sono contento, qualcuno troverà da dire...». Il riassunto finale è questo: «Non è il momento di parlare, questo. È il momento di mettersi a lavorare sodo. Siamo lontani dalla Mercedes e dobbiamo recuperare». Fernando è l’unico pilota ad avere vinto in Malesia con tre vetture diverse: Renault (2005), McLaren (2007) e Ferrari (2012). L’ultima, con la F2012 che era andata pianissimo fino a quel momento, resta memorabile. Ma lui non guarda a quel risultato «perché certe cose si vivono una volta sola nella vita». Guai a chiedere un giudizio su questa nuova formula consumi. «Io credo che bisogna aspettare un po’ prima di giudicare. Se diciamo che è divertente, ci criticano. Se diciamo il contrario, anche. Vediamo come saranno le cose un po’ più avanti nella stagione». E la convinvenza con Raikkonen? «Prima di tutto viene la squadra. È sempre stato così con i miei compagni, con Jarno, con Fisico, con Felipe...» (E Hamilton? ndr). «Confrontiamo i risultati, una volta imparano loro qualcosa da me e magari imparo io qualcosa da loro». Quanto alla prestazione in Australia, il commento è deciso: «Abbiamo spremuto tutta la potenza possibile, salvo che nei primi 14 giri, in cui abbiamo avuto un problema». Il problema è la telemetria della Fia che aveva bloccato l’attivazione automatica dello Mgu-K, rimanendo bloccata sulla funzione di partenza. «Durante questi giri abbiamo dovuto attivarlo manualmente in rettilineo e disattivarlo in curva. Ma dopo, la potenza è arrivata e abbiamo spinto a fondo, senza troppe preoccupazioni». La preoccupazione è che se questo è il potenziale della Ferrari, allora c’è davvero molto da lavorare. Ma molto è stato fatto nei giorni dopo Melbourne. Adesso è il momento di guardare i risultati.