Vi proponiamo senza commenti - perché sarebbe fin troppo facile ironizzarci sopra - le spiegazioni, o se volete le giustificazioni dei vertici ferraristi dopo il Gp Bahrain. Abbiamo scelto di mettere solo quelle dei dirigenti, Domenicali, capo della squadra corse, e Pat Fry, direttore dell’Ingegneria, e non quelle dei piloti, perché la scadente prestazione di squadra è demerito più della macchina e di chi l’ha costruita che di chi la guida. Stefano Domenicali: «Questa gara è stata l’epilogo di un weekend difficile esattamente quanto immaginavamo ancor prima di arrivare in Bahrain, un circuito particolarmente ostico per le nostre vetture. Avevamo detto purtroppo che questa era una pista che esaltava caratteristiche che non sono della nostra macchina ed è stato frustrante vedere le prestazioni dei nostri piloti: in rettilineo non potevano né difendersi né attaccare. La mancanza della velocità di punta è evidente: in una pista dove velocità e prestazione sono fondamentali, si è visto cosa comporta l’assenza di queste qualità. Questo è il tema principale su cui a Maranello stiamo lavorando; dobbiamo fare un salto di quaità, ma dobbiamo farlo in fretta perché i primi in classifica si allontanano e se non si reagisce immediatamente la situaizone potrebbe diventare complicata. Quello che dobbiamo fare è dimenticare questa gara e guardare avanti. Ora davanti a noi c’è un test importante (sempre in Bahrain martedi 8 e mercoledi 9, ndr) dove mi aspetto di vedere un primo salto di qualità. Sono due giorni con prove significative, che ci daranno il metro di quel che potremo portare alle prossime gare. L’obiettivo è ridurre il gap. La squadra deve rimanere a testa alta, anche se le cose finora non sono andate come dovevano, e continuare a lavorare per cambiare marcia in fretta».  Pat Fry: «Oggi non potevamo chiedere di più alla nostra vettura e ai nostri piloti, perché qui è emerso come il nostro maggior limite sia nella velocità di punta. Questo ci ha costretti ad un gara in difesa e anche se nella sezione centrale del tracciato – quella con più curve – la F14 T si è dimostrata più competitiva, ciò non è bastato a Fernando e a Kimi per attaccare i nostri avversari. A Maranello stiamo lavorando su soluzioni che possano garantire una migliore erogazione della potenza e una migliore guidabilità, ma anche sul fronte aerodinamico stiamo cercando di migliorare l’efficienza della vettura. I dati raccolti oggi in gara saranno di riferimento nell’ottica dell’importante programma di verifiche che abbiamo pianificato per il test che si terrà nei prossimi giorni proprio qui a Sakhir».