Il più bel complimento a Ricciardo a fine gara lo ha fatto Alonso, che si è difeso strenuamente dalla sua rimonta verso il podio. «Quando guardi lo specchietto e ti vedi arrivare una Red Bull molto veloce, pensi sempre che sia Vettel, e vedere Ricciardo è stata una sorpresa. Per me era importante tenerlo dietro perché non è solo una posizione di differenza fra terzo e quarto, ma per il piacere di gustarsi la festa sul podio, per la soddisfazione, oltre che per i punti iridati». Però Daniel Ricciardo è stata la vera sorpresa del Gp per come ha annientato il suo capo Sebastian Vettel, girando più forte di lui, raggiungendolo a metà gara e inducendo il team a dare un ordine di squadra al suo capitano per farlo passare, in modo che l’australiano non perdesse troppo tempo nella rimonta verso il podio. Alla fine Ricciardo poteva davvero essere terzo invece che quarto se la squadra fosse stata più tempestiva con lui nella strategia di gara. Gli ha cambiato le gomme sempre un po’ tardi, al 16° giro nel primo pit-stop e a 38° nel secondo, sempre 3/4 giri dopo i diretti avversari, lasciandolo in pista con gomme consumate che gli facevano perdere un secondo al giro in quelle fasi. A fine corsa solo 1”7 l’hanno separato da Alonso e quei secondi persi nella fase dei pit-stop hanno pesato molto. «Sono un po’ deluso perché il podio era lì, molto vicino, ancora qualche giro e potevo arrivarci. Ho fatto tutto quello che potevo per prendere Alonso». Ma Ricciardo ha inflitto una forte umiliazione al compagno blasonato Vettel superandolo in pista di forza e velocità per la terza volta in 4 gare. Come mai sulla RB10 lui si trova così bene e Vettel no? «Non so spiegarmelo: dal mio punto di vista mi piace questo tipo di macchina, il V6 turbo; sono sorpreso da Seb. Certo, sono contento, ma non mi aspetto di finire davanti a lui tutte le volte di 20 secondi; ma per ora sono soddisfatto di quel che faccio». E Vettel come replica? «Per me è stata una gara difficile, non potevo fare molto di più. Io non mi trovo a mio agio con queste Pirelli di mescola media». In effetti si è visto che a inizio gara con le soft gialle era davanti a Ricciardo e teneva bene il 2° posto su Alonso, poi passato alle medie a parte un lampo nel primo giro a gomme fredde, ha cominciato a perdere 2/3 e poi 5/6 decimi sui due rivali, la Ferrari e il compagno. «Chiaramente non posso risolvere questa situazione da un giorno all’altro, la macchina nel suo complesso è più complicata, come pilota perdi gran parte del controllo della macchina. Devo cercare di capire qual è esattamente il mio problema che non mi permette di andare sempre forte come so fare: non è ancora molto chiaro» , aggiunge Vettel. Ma intanto dopo il secondo ordine di dare via libera al compagno irriverente, aumenta il numero di quelli che cominciano a pensare che Vettel non sia poi un fuoriclasse come i suoi 4 titoli farebbero pensare e che gran parte del merito delle tante vittorie negli anni corsi fosse più della macchina che del “manico”. E lui non ha molto tempo per far cambiare idea ai detrattori.