Dal nostro inviato in Austria: Alberto Antonini C’è ancora un po’ di neve sulle cime che circondano il Red Bull Ring. E ci sono tantissimi tifosi scamiciati in corsia box. Questo è tifo vero, e gli echi della politica sportiva arrivano lontani. Però nel paddock si parla anche della sconfitta subita dal “gruppo strategico” della F1. Che aveva lanciato una serie di proposte, solo per vedersele respingere tutte - tranne una — dalla commissione F.1. I cui 26 membri di sono riuniti all’aeroporto londinese di Biggin Hill il 18 giugno, appena prima della trasferta austriaca. Bocciata l’abolizione delle termocoperte (un risparmio risibile: 200mila euro all’anno, a fronte di una pericolosità evidente). Solo Gutierrez dice “si poteva imparare a guidare anche senza”. Bocciata, soprattutto, la riduzione del week end con due sessioni accorciate a venerdì pomeriggio. Gli organizzatori, che fanno parte della commissione, l’hanno considerata quasi un insulto ai tifosi, costretti a vedere un week end “accorciato”. Meno male che qualcuno ha buon senso. Rimane solo la riduzione dei test in stagione, quelli che la Ferrari e Jean Todt presidente Fia avevano così tanto voluto, solo per sentirsi dire dalle altre squadre che non servono a niente. Quest’anno ci sono 8 giorni su 4 sessioni, il prossimo saranno la metà. I test invernali restano di 12 giorni nel 2015, ma tutti in Europa, niente più Bahrain. E dal 2016 saranno solo otto giornate. A margine della discussione, Fernando Alonso osserva: “Se si vuole incrementare lo show, bisognerebbe tornare al vecchio Kers. L’assistenza elettrica attuale funziona su tutto il giro, è impossibile usare la potenza in più per i sorpassi. E poi si potrebbe fare come in motoGp, aiutare i team più piccoli fornendo loro pneumatici diversi. Una competizione fra gommisti potrebbe scompigliare le carte”.