Lewis Hamilton ha perso il Gp d’Austria per un pit stop troppo lento? A caldo il pilota inglese se n’era lamentato quando ha visto di essere tornato in pista dietro Rosberg con la solita frase pseudo-minacciosa: “Dobbiamo esaminare i dati e capire cos’è successo”. Poi di fronte all'evidenza deve essersi ricreduto. Anche lui ammette di non aver perso la corsa per un errore del team al cambio gomme… perché l'errore è stato più suo che della squadra. Hamilton, nel primo cambio gomme dall’11° giro in poi che ha deciso le posizioni di vertice della gara, è stato fermo circa 1 secondo più di Rosberg: la fase di arresto è durata 3,5 secondi contro i 2,6 secondi del compagno che si era fermato due giri prima. Sembra però sia colpa di un errore dell’inglese che si è fermato non perfettamente in posizione ritardando le operazioni dei meccanici con la pistola pneumatica. Lo ammette lui stesso: "I meccanici hanno avuto qualche problema con la mia ruota anteriore sinistra e penso che sul primo stop ero un po’ lungo (nel fermarsi sulla piazzola, ndr)", ha detto. Ma quello che poi ha fregato Hamilton sono stati i giri di rientro di di ripartenza, più che la fase di arresto pura e semplice. Nella sequenza di un pit stop, infatti, conta moltissimo il giro di rientro quando i piloti tirano al massimo deteriorando la gomma che tanto non deve essere più salvaguardata perché va sostituita. E poi conta il giro di ripartenza, con le gomme appena tiepide e poco aderenti in cui è facile buttar via decimi o secondi preziosi e ritrovarsi poi alle spalle di chi si è fermato in altro momento perché si è perso tempo in pista. Se andiamo ad esaminare in parallelo le soste di Rosberg ed Hamilton si vede che Lewis ha perso l’occasione di andare in testa proprio nel giro di rientro e in quello di ripartenza a gomme fredde. Mettiamo a confronto i giri: Rosberg si ferma all’11° passaggio e nel giro di rientro fa 1’17”649, mentre Hamilton che si arresta due passaggi dopo farà 1’17”436. Quindi guadagna in quella fase due decimi. Poi Rosberg è però più rapido in arresto (2”6 come detto) mentre Hamilton impiega 3”5 di stop. Infatti Rosberg resta in pit lane 21”474 mentre Lewis ben 22”226, quindi perde otto decimi circa fra sosta e ripartenza dalla piazzola. Prova ne sia che nel giro di ripartenza a gomme fredde, che comprende anche l’arresto e parte del transito in pit lane, Rosberg è velocissimo: 1’30”993, mentre Hamilton due giri dopo nello stesso frangente impiegherà 1’31”850. Quindi perde quasi un secondo pieno, che è esattamente il tempo che ha perso in pit lane. Infine nel primo giro completo lanciato a gomme ormai calde, Rosberg è un fulmine: 1’13”940 e stacca Lewis che impiega solo 1’14”972, oltre un secondo di più. Complessivamente nei tre giri-chiave della sequenza di arresto e ripartenza Robserg “mangia” a Hamilton 1,7 secondi tondi tondi. Quindi se Hamilton non riesce ad effettuare il sorpasso al pit stop è più per colpa sua che del team. Il boss della Mercedes Toto Wolff, sostiene che la gara Hamilton non l’ha certo persa al pit stop ma in qualifica, a causa di quel paio di errori che gli sono costati la partenza in nona posizione in griglia. "In tutte le nostre analisi il miglior risultato possibile per lui era un secondo posto e lui ha conseguito quel secondo posto”, dice Wolff.