Dopo la bella gara di Silverstone (3° in qualifica e 4° in corsa a un soffio dal podio) potrebbero rialzarsi le quotazioni di Jenson Button per restare in McLaren nel 2015. Il pilota inglese ha un futuro più roseo davanti, e non perché ha indossato un casco color rosa in omaggio al papà scomparso lo scorso gennaio e ha vestito di rosa anche tutta la sua squadra per ricordare il genitore. Il fatto è che giorno dopo giorno Ron Dennis non pare trovare molte alternative per sostituirlo. Ma vediamo di capire perché. La vigilia di Silverstone era stata animata dalle dichiarazioni di Ron Dennis, che in un intervista ad una televisione britannica ha affermato di aspettarsi di più dal suo pilota, considerando che è uno dei più pagati del paddock (circa 10 milioni di euro a stagione). Dennis aveva aggiunto di essere deluso dal fatto che le prestazioni di Button non fossero migliori di quelle di un debuttante come Magnussen. La replica di Button è arrivata prima in una conferenza stampa tenuta a Silverstone. «Credo che Ron abbia parlato con l’obiettivo di motivare al massimo – ha dichiarato l’ex campione del mondo – perché quando ci si trova nella posizione in cui siamo da un anno e mezzo, tutto diventa più difficile. Credo che in questo momento ci sia bisogno di lavorare tutti uniti, e non di puntare il dito contro una sola persona. Penso di avere l’esperienza per sapere che bisogna dare sempre il 100%». Poi Button ha risposto con i fatti in pista. Button è considerato un pilota eccessivamente “maturo” da Dennis; Jenson il prossimo anno avrà 35 anni, è il veterano della F1 con le sue 15 stagioni di corse e 256 Gp all’attivo. E Dennis vorrebbe offrire al nuovo partner Honda uno dei top driver più quotati. Per cui ha già sondato le disponibilità di Vettel, Alonso e Hamilton, ma le risposte di questi difficilmente saranno positive. Anche perché ci sono contratti in essere ancora di mezzo e salate penali da pagare. Un giovane in crescita Dennis l’ha già, ed è Magnussen, ma sa bene che non può affrontare il primo anno con la Honda affiancandogli un altro giovane. Per cui Button sarebbe il ripiego qualora la caccia a un top driver andasse in fumo. Ma con lo stipendio fortemente decurtato (a questo mirano le sue parole taglienti). In alternativa, Dennis avrebbe messo gli occhi anche su Romain Grosjean. Che però top driver assoluto ancora non è. Button a suo favore ha anche il vantaggio di essere bravissimo nelle pubbliche relazioni con gli sponsor e col pubblico, dote che alla Honda - che torna in F1 per ricostruirsi un’immagine sportiva e far conoscere meglio le proprie auto - non potrà che far comodo.