Ci sono rimaste soltanto le statistiche dalla parte della Ferrari. Sapevate che il Gp di Germania a Hockenheim è l’ultimo baluardo delle Rosse di Maranello? Merito anche del fatto che il Gp Germania si alterna un anno dopo l’altro fra le due piste tedesche più famose, Nurburgring e Hockenheim. In quelli pari si corre a Hockenheim, nei dispari al ‘Ring. Ma per una serie di coincidenze con cui il tracciato non c’entra nulla, la Ferrari e Alonso hanno quasi sempre vinto a Hockenheim nell’ultimo decennio. Forse perché la Ferrari ha sempre avuto la macchina più competitiva negli anni pari invece che in quelli dispri, ad eccezione di quest’anno che fa storia a sé. Dal 2006 ad oggi con l’unica esclusione del 2008 (Hamilton con la McLaren) a tagliare per prima il traguardo a Hockenheim è sempre stata una Ferrari: nel 2006 fu Michael Schumacher, nel 2010 e nel 2012 s’è imposto Alonso. Anche nel 2005 (ultima gara negli anni dispari) aveva vinto Alonso, ma con la Renault. L’edizione 2010 fu anche quella che passò alla storia per il famoso ordine di squadra via radio imposto a Massa: “Felipe, Fernando is faster than you!”. Un chiaro invito al brasiliano a lasciare strada al suo capitano. Che costò a Massa una crisi psicologica e alla Ferrari una multa salata per aver violato le regole che proibivano i team orders (dopo allora la regola venne modificata). La Hockenheim di oggi è ben diversa dal tracciato velocissimo di un tempo che aveva due lunghissimi rettifili che s’infilavano nel bosco uniti da un curvone velocissimo, pista in cui negli anni passati trovarono la morte Jim Clark (in una gara di F2) e Patrick Depailler. Oggi Hockenheim è considerata una pista relativamente corta (4,5 km), senza curve veloci che mettano sotto stress l’aerodinamica. Sembra il circuito ideale per le F1 turbo ibride, perché ha numerosi allunghi dove scaricare i cavalli “elettrici” e parecchie violente frenate dove ricaricare ben bene le batterie del Kers. È una pista medio-veloce con una parte iniziale quasi tutta rettilinea, poi la seconda parte molto tortuosa che sfocia nel mitico “Motodrom”, la parte vecchia all’interno delle tribune dello stadio dove l’asfalto è più vecchio, ha un grip differente e le curve sono in successione e non permettono sorpassi. È un circuito abbastanza lento, da 206 km/h di media ma per la sua conformazione accelera-frena che ricorsa un po’ quello di Montreal in Canada è tra i più impegnativi per il consumo di benzina. Curioso il fatto che a Hockenheim c’è uno dei tre rettifili più lunghi della F1 (dopo Cina e Abu Dhabi), circa 1 km, dove si resta a pieno gas per ben 14 secondi, ma si tratta di un rettifilo curvo.  Complice il fatto che a Hockenheim si corre solo ogni due anni e che nelle qualifiche del 2012 l’asfalto era bagnato, il record delle F1 con motori V8 è di conseguenza piuttosto vecchio: risale al 2010, di Vettel (Red Bull Renault) in 1’13”791. Quindi è possibile che su una pista priva di curve veloci ma con continue accelerazioni e lunghi rettifili  - caratteristiche molto adatte ai nuovi motori V6 ibridi - le F1 nuova generazione possano andare molto vicine al record della pista. Cosa che non è accaduta nei GP precedenti dove il distacco a volte è ammontato anche a 4/5 secondi. Qui sotto una interessante infografica che riassume le peculiarità del Gp Germania a Hockenheim. ubs-formula-1-f1-race-strategy-briefing-infographic-hockenheim-germany