E’ iniziata con un impressionante dodicesimo tempo la storia di Max Verstappen in Formula Uno. Sarà stata anche la prima sessione di prove libere, dove ogni team ha il suo programma di lavoro e non sempre orientato sulla performance, ma resta comunque significativo l’exploit di un neo-diciassettenne che dopo un assaggio sul circuito di Adria è stato scaraventato su una pista come quella di Suzuka. Verstappen ha coperto 22 giri del tracciato nipponico, senza commettere errori e completando il lavoro chiestogli dai tecnici della Toro Rosso. Nelle fasi finali della sessione il figlio d’arte olandese è stato bloccato da un problema al motore, ma il suo tempo finale (1’38”157) è risultato comunque a soli quattro decimi dal miglior crono di Daniil Kvyat. «Oggi il mio obiettivo era quello di fare esperienza, e non di arrivare al limite della performance. E così ho fatto, soprattutto considerando che siamo su una pista difficile come Suzuka. Sono rimasto impressionato dalla potenza del motore e dalle dimensioni della monoposto, che è più grande rispetto a quella che sono abituato a guidare in Formula 3. Ovviamente ci sono un molte più cose a cui pensare mentre si guida, così ho dovuto usare qualche giro per prendere confidenza con tutte le procedure, ma sono sempre rimasto entro i miei limiti per tutta la sessione, senza prendere rischi. Spero di poter tornare al volante anche a Austin, San Paolo e Abu Dhabi. Ora che so cosa vuol dire guidare una vettura di Formula 1, non vedo l'ora di poterlo rifare al più presto». Roberto Chinchero