Non sono solo Hamilton e Rosberg a vivere questo finale di stagione con la massima tensione. Oltre a quello della Mercedes, ci sono altri box in cui l’atmosfera è decisamente calda. In casa McLaren entrambi i piloti non sanno se stanno affrontando le loro ultime due gare in Formula Uno, anche se tra Jenson Button e Kevin Magnussen il feeling è comunque differente. Il veterano inglese (dato già in partenza) potrebbe aggiungere un capitolo in più ad una storia già corposa, mentre nel caso di Magnussen siamo alla prefazione di un libro che il giovane danese vuole con decisione far diventare ben più voluminoso. Kevin sa mascherare molto bene l’ansia di chi non conosce il proprio futuro, ma si mostra (almeno in apparenza) molto ottimista. «Non credo proprio che il team non mi abbia comunicato nulla per infastidirmi – ha commentato Magnussenci sono ancora degli aspetti da definire che riguardano i piani della della squadra, e quando tutto sarà risolto sarò informato. Posso aspettare, e non sto cercando alternative alla McLaren. Sto lavorando e dando il massimo per rimanere dove sono. Credo di essere cresciuto molto, ma allo stesso tempo di avere ancora del potenziale da tirar fuori rispetto a quanto fatto finora». A pochi box di distanza Jean-Eric Vergne sembra essere di un umore ben diverso rispetto al suo arrivo ad Austin. In sette giorni qualcosa potrebbe essersi mosso a favore della sua conferma in Toro rosso, grazie soprattutto alla gara disputata negli Stati uniti. «Ho sentito delle belle parole sulla mia corsa – ha confermato il pilota francese – e questo mi ha fatto molto piacere. Il mio obiettivo è ben chiaro: vorrei rimanere in Toro Rosso, ci tengo molto, e sto dando il massimo per meritarmi questa conferma». Un “massimo” che in tanti hanno visto nella “rabbia” con cui Vergne ha affrontato la corsa di Austin: «Non è rabbia, è grinta. In questa stagione ci sono state altre gare che ho disputato con lo stesso approccio, ma purtroppo se sei bloccato da un ritiro non sono in tanti a ricordare ciò che hai fatto. Guido con passione, e lo faccio sempre». Roberto Chinchero