“Il nostro motore Renault ha 75 cavalli in meno del Mercedes”. E ancora: “Sono convinto che il nostro telaio, la nostra aerodinamica, sia ancora la migliore di tutta la F.1. Il problema è che disponiamo di una power unit molto debole”. Chi parla è Christian Horner, team principal della Red Bull. Dopo quattro anni dove ogni cosa gli sembrava possibile, Horner è tornato sul pianeta Terra. Sebbene la Red Bull sia stato l'unico team in grado di rompere occasionalmente l'egemonia Mercedes, indubbiamente per Horner e il team campione del mondo è stato un anno difficile, complicato. Però in questa stagione ci sono state cose anche molto positive, come la scoperta del talento di Daniel Ricciardo e la maniera, assolutamente coesa, di come il team abbia fatto fronte alle problematiche tecniche. Chi meglio di Christian Horner può analizzare la stagione Red Bull 2014? Lo fa in questa intervista esclusiva pubblicata sul numero di Autosprint in edicola da martedi 18 novembre e di cui vi anticipiamo qui alcuni passaggi. - L’anno più duro della tua carriera? “La situazione si può vedere da diversi punti di vista. Io potrei dire che se guardo come il team ha saputo reagire a tante difficoltà, credo che sia stato un anno fantastico. Se consideriamo i problemi che avevamo nei primi test, quando a fatica riuscivamo ad uscire dai box e dove siamo oggi. Il tutto senza potere fare dei test, questo da la misura di come la Red Bull abbia reagito nella giusta direzione ai tanti problemi. Siamo gli unici ad avere vinto 3 gare pur senza disporre del motore Mercedes. Siamo secondi nel campionato Costruttori e Ricciardo, sulla carta, era ancora in lotta per il titolo a tre gare dal termine. Questi sono risultati rimarchevoli”. “Certo, nella vita nulla è per sempre. Eravamo consapevoli di questa situazione, non abbiamo mai pensato di dominare la scena della F.1 per dieci anni. Le cose evolvono, se per 10 anni la Red Bull e Sebastian Vettel avessero vinto il campionato, credo che sarebbe stato molto triste. Per tutti”. - Quest’anno le regole tecniche sulla aerodinamica erano più restrittive rispetto al recente passato. La Red Bull è sempre stato il team che sapeva sfruttare meglio le pieghe del regolamento. Questo vi ha danneggiato? “No, non penso. Sono convinto che il nostro telaio, la nostra aerodinamica, sia ancora la migliore di tutta la F.1. Il problema è che disponiamo di una power unit molto debole. Affrontiamo ogni GP con un handicap molto grande, 75 cv in meno rispetto ai motori Mercedes. Quando hai 75 cavalli in meno rispetto al tuo rivale, dove vuoi andare? Cosa puoi fare? Niente. Certo, non siamo stati contenti quando abbiamo visto il regolamento tecnico, che posizionava il terminale di scarico dietro l’asse posteriore, sotto l’alettone. Perché di colpo tutta l’esperienza che avevano sviluppato negli ultimi 5 anni, è di fatto sparita. Ma insisto, il problema non è quello, perché comunque, aerodinamicamente parlando, la nostra vettura è ancora la più efficiente”. “Se controlliamo le velocità di percorrenza in curve, noi siamo sempre i migliori, il nostro insieme telaio- aerodinamica, è ancora il più performante. Purtroppo non disponiamo della potenza che ci serva. Quando hai 75 cv in meno, non è importante dove gli scarichi siano posizionati. Si tratta di una differenza fondamentale”. "Per il futuro spero che la Renault sia in grado di recuperare il gap che la separa rispetto alla Mercedes, ma non è un compito facile. Perché se si congela una tecnologica ancora nuova, nella fase iniziale, dopo è molto complicato farla evolvere. In passato, sempre con l'obiettivo di rallentare la Red Bull, non ci sono state perplessità di sorta per modificare il regolamento tecnico in termini di doppio diffusore, diffusore soffiato, elementi della carrozzeria flessibili, mappature del motore, profilo dei porta mozzi. Tuttavia se si parla di motori, il congelamento e l'immodificabilità di molti elementi, rende tutto più complicato”... Cesare Maria Mannucci L’intervista completa su Autosprint n.46 in edicola dal 18 novembre. autosprint 46 0JFG3694