Il Kimi Raikkonen “pensiero” è quanto di più autentico si possa trovare sul fronte delle relazioni tra un pilota ed i media. Certo, non siamo di fronte ad un pilota che può far contento un giornalista a caccia di storie, ma nel tempo Kimi ha finito per l’essere apprezzato proprio per la sua schiettezza. Il sito ufficiale della Formula Uno sta sottoponendo a tutti i piloti del “Circus” le stesse domande in merito alle “prime volte”, tappe che accomunano tutti i “driver” al via del mondiale. Eccovi il pensiero del finlandese, certi che avreste capito l’identità dell’intervistato anche senza questa prefazione. - Kimi, iniziamo. Chi è stato il tuo primo eroe da bambino? «Non ho mai avuto alcun eroe». - Qual è stato il primo Gran Premio che ricordi di aver visto? «Non so l’anno con precisione, ma ricordo che risale ai tempi di Keke Rosberg. Poi ho ricordi risalenti anche a quando correva Mika Hakkinen. Ero ovviamente più interessato quando c’era in pista qualche mio connazionale». - A quanti anni hai deciso di voler essere un pilota di F.1? «Da ragazzino sognavo di fare tante cose. Alla Formula Uno ho iniziato a credere quando avevo 17 anni ed ho iniziato a vincere le mie prime gare». - Quando è avvenuto il tuo primo grande incidente al volante di una macchina da corsa? «È successo con la Sauber, durante un test. Una delle mie prime uscite di pista in assoluto al volante di una vettura di Formula Uno». - Di che colore era il tuo primo casco? «Bianco». - Che forma aveva il tuo primo trofeo vinto in gara? «Non ricordo bene, ma di sicuro era qualcosa di piccolo. Il giorno che a casa decido di scavare bene in profondità, probabilmente lo ritrovo». - Qual è stata la prima vettura stradale che hai guidato? «Una Lada, era la nostra auto di famiglia ». - Dove si trovava la prima casa in cui hai vissuto? «È la casa di famiglia a Espoo, in Finlandia (cittadina 25 km a ovest di Helsinki, ndr)». - Ricordi di essere stato nervoso il tuo primo giorno di scuola? «Non ricordo. Sono stato a volte nervosetto, anche a scuola». - Qual è stato il primo piatto che hai cucinato? «Penso della pasta. Di sicuro niente di complicato». - La prima cosa che hai fatto questa mattina? «Svegliarmi». - Qual è stata la prima cosa che hai fatto dopo aver firmato il tuo primo contratto di Formula Uno? «Ero felice. Avevo fatto un buon test, ma non ero proprio sicuro di avere una chance. Quindi ero molto felice». - Qual è stato il primo disco che hai comprato? «Una cassetta dei Guns N’ Roses». - Qual è stato il primo sport in cui hai partecipato da bambino? «Credo proprio l’hockey su ghiaccio. Tutti i ragazzi in Finlandia ad un certo punto della loro infanzia giocano a hockey. Mi sono fermato perché dovevo svegliarmi presto la mattina per gli allenamenti, e la cosa non era per me». - Quando è arrivato il tuo primo bacio romantico? «Hah! Non lo so. Deve essere stato a scuola. Parliamo di più di 20 anni fa ...». - Quando hai firmato il primo autografo? «Forse all’epoca della Formula Renault 2.0 (2000, ndr)». - Quando hai assaggiare lo champagne per la prima volta? «Quando ho ottenuto la mia prima vittoria in Europa». - Cosa prendi per primo: un pezzo di frutta o uno di cioccolato? «Io non sono per il cioccolato, quindi probabilmente frutta. Per una caramella Candy forse cambierebbe tutto….». - Qual è stata la prima parola che hai detto come un bambino? «I miei genitori devono avermelo detto, ma non mi ricordo. Non sono proprio bravo a ricordare…». Roberto Chinchero Sul numero 49 di Autosprint, in edicola da mercoledì 10 dicembre, trovate un ampio servizio sul pilota Ferrari.