«Se vinceremo due Gran Premi sarà un successo, se ne vinceremo un terzo sarà un trionfo»: così Maurizio Arrivabene sulle prospettive 2015 della Ferrari. «Se ne vinceremo un quarto – ha fatto eco Marchionne - andremo in paradiso». Gli obiettivi a Maranello sono chiari, così come lo sono state le scelte sul fronte del personale. E, come ha confermato Marchionne, tutti sono coscienti di avere fatto una scommessa sul loro futuro, Vettel incluso. «Vettel non è un ingenuo – ha confermato Marchionne - vedeva la Ferrari in pista ogni gara, e conosce bene il livello della monoposto 2014. Ma la Ferrari riesce ad attirare grandi campioni anche quando non è al massimo della forma. La grande scommessa di Vettel, così come quella di tutta la Scuderia, è quella di vedere nel 2015 una Ferrari che inizi a mostrare i primi positivi segnali della ricostruzione». Marchionne ha anche risposto alle dichiarazioni di Fernando Alonso, che recentemente aveva indicato la Ferrari tra i team favoriti del prossimo mondiale grazie al suo notevole budget a disposizione. «Da quello che so – ha confermato il Presidente - io non credo che avremo a disposizione il budget maggiore tra tutti i team di Formula Uno. Posso però anche dire che c’è chi spende meno di noi e che nel 2014 ha ottenuto dei risultati eccezionali». Capitolo piloti italiani. Anche su questo fronte Marchionne non ha fatto giri di parole, confermando che l’identità della Ferrari non si può restringere ai confini del nostro Paese: «L’Italianità per un’azienda come la Ferrari ha dei limiti. Se guardiamo la storia della Scuderia c’è una lunga tradizione di relazioni internazionali, ed è uno dei fattori che la rende così globale e riconosciuta in tutto il mondo. L’italianità di un pilota è una cosa carina, ma non essenziale». In chiusura ecco il capitolo “test”, da sempre tema caro all’ex Presidente Montezemolo, che per anni ha invocato il ritorno alle prove libere. Un po’ a sorpresa, o forse con molto realismo, Marchionne ha confermato che al momento non è un argomento all’ordine del giorno: «Nonostante il discorso sia stato riaperto, le spese associate a questa operazione avrebbero nuociuto non poco ad un budget già difficile per molte squadre. Avere quel tipo di attività avrebbe aumentato le dimensioni di un problema che per alcune squadre è già molto grave». Roberto Chinchero 140375_new