La Honda si è fatta sentire. Ricapitoliamo: il costruttore giapponese, che esordirà nel prossimo campionato mondiale di Formula Uno con la sua nuova power unit, avrebbe dovuto congelare il suo progetto entro il prossimo 28 febbraio, esattamente come avvenuto nel 2014 per i tre motoristi Mercedes, Ferrari e Renault. La Honda avrebbe dovuto utilizzare entro quella data i “gettoni” concessi dal regolamento tecnico per l’aggiornamento della sua unità, poi ci sarebbe stato lo stop a qualsiasi evoluzione che non fosse dovuta ad importanti problemi di affidabilità. Nella riunione tenutasi oggi a Ginevra, alla presenza delle quattro case motoristiche presenti in Formula Uno, la FIA ha deciso di riconsiderare questa posizione nei confronti della Honda. La casa giapponese, ovviamente con la McLaren al suo fianco, ha fatto presente alla FIA che il “freezing” della loro power unit fino al 2016 sarebbe un handicap molto importante, considerando il confronto contro avversari che hanno già una stagione d’esperienza. Preso atto delle osservazioni, la questione resta aperta, e sarà probabilmente definita in un secondo meeting tra i motoristi che è stato fissato tra due settimane. Voci di corridoio parlano anche di un piano “B” della casa giapponese. Qualora la FIA decidesse di rimanere sulla sua posizione, la McLaren potrebbe sporgere reclamo su ogni aggiornamento tecnico che sarà portato in pista dagli altri costruttori a partire dalla gara di Melbourne, appellandosi all’articolo del regolamento tecnico FIA che vieta di omologare più di una singola power unit. Un’azione di disturbo, visto l’accordo che esiste tra i motoristi, ma che disturberebbe non poco lo svolgimento del mondiale. Roberto Chinchero