Serve più spettacolo in Formula 1. Un argomento questo che al “bar dello sport”, da qualche anno a questa parte, è sempre sulla bocca degli appassionati. Facile a dirsi, ma come si fa, in pratica, a far sì che le gare ritornino ad essere quelle da cardiopalma a cui ci eravamo abituati tra gli anni ’70 e la prima metà degli anni ’90? Duelli leggendari garantiti dalla presenza in pista di “piloti d’altri tempi”; auto potentissime completamente prive di elettronica e un senso di sfida e di avventura romantico che il progresso tecnico ha fatto in qualche modo perdere. Sono questi gli ingredienti segreti per una F1 dall’elevato tasso adrenalinico o c’è qualcosa in più? Pirelli dice di sì. Lo ha dimostrato nel corso delle ultime stagioni: una gomma in grado di usurarsi volutamente in maniera veloce, ha infatti restituito ai GP quel “pepe” che da un po’ alle gare mancava ma che lo schiacciante dominio Mercedes dello scorso anno ha però annullato, rendendo il podio dei GP del 2014 di fatto appannaggio (salvo sporadiche eccezioni) delle sole Frecce d’Argento, costringendo così il resto dello schieramento a contendersi sostanzialmente le posizioni che andavano dal gradino più basso del podio in giù. È tornata quindi a farsi sentire l’esigenza di Gran Premi nuovamente più combattuti e spettacolari. E il costruttore di pneumatici milanese non vuole certo stare a guardare, proponendo quindi una soluzione che arriva, quasi trasportata dalla DeLorean di “Ritorno al Futuro”, direttamente dal passato del Circus: ovvero, delle gomme posteriori molto più larghe. Pirelli ritiene infatti che la ricomparsa di pneumatici di grandi dimensioni al retrotreno possa aiutare a rendere lo spettacolo di nuovo più avvincente. La FIA e i vertici tecnici della F1 stanno infatti discutendo su come rendere le gare più emozionanti ed una delle strade prese in considerazione sarebbe quella proposta dalla P lunga, in quanto l’incremento della larghezza delle ruote posteriori dovrebbe, secondo le previsioni, permettere alle monoposto di avere più aderenza in curva e di conseguenza ai piloti di “spingere di più”. L’idea è al momento in fase embrionale, ed è sostenuta nientemeno che da Paul Hembery, direttore del Motorsport Pirelli, che ha dichiarato: «Abbiamo avuto dei colloqui con Charlie (Whiting, direttore di gara della F1, ndr) e abbiamo sempre precisato di essere aperti ad assecondare le esigenze dello sport». «Pneumatici più larghi? Penso che possano piacere. Quando si osservano le immagini delle vetture degli anni ’70 – prosegue Charlie Whiting – non si vedono delle vetture così estreme da portare lo spettatore a pensare di osservare una drag race, ma delle automobili che permettono al fruitore di dire “wow, guarda che roba!”. Al momento le coperture sono abbastanza “piccole”, ma siamo aperti a discutere questo aspetto. Abbiamo solo bisogno di un po’ di preavviso, ma siamo disposti a fare tutto quello che questo sport necessiterà di avere». Dai vertici della F1 si sta ovviamente spingendo per accelerare i tempi per disporre di qualcosa in grado di aumentare lo spettacolo, ma Paul Hembery pensa che sia molto difficile disporre di gomme più larghe già dal prossimo anno e che questa sia una modifica che potrebbe realisticamente arrivare in pista per il 2017. «Sarà molto difficile vedere degli pneumatici completamente ridisegnati per il 2016 – dichiara Hembery – è più realistico pensare al 2017. Questa è anche una logica conseguenza dei termini contrattuali: il nostro contratto (con la F1, ndr) scade infatti alla fine del 2016». Le attuali coperture di Formula 1 sono larghe 245 mm all’anteriore e 325 mm al posteriore. Paul Hembery ritiene che sarebbe interessante portare la larghezza delle gomme posteriori ad un valore di almeno 400 mm. Basterà questa soluzione a riportare grandi battaglie in F1 e a riequilibrare i valori in campo? Ai posteri come sempre l’ardua sentenza. A.C.