da Barcellona: Roberto Chinchero Inizia bene l’esame “Barcellona” per la SF15-T. L’exploit (a sorpresa) di Pastor Maldonado, autore del migliore tempo di giornata sul circuito di Catalunya, non ha fatto passare in secondo piano la conferma al vertice della Ferrari, con Kimi Raikkonen costantemente in cima alla classifica dei tempi. Il finlandese ha girato sotto la pole del 2014, ma soprattutto ha raccolto indicazioni molto positive sul fronte della velocità di punta. Era uno dei verdetti più attesi alla vigilia della trasferta spagnola, e Raikkonen ha iniziato a raccogliere subito riscontri importanti: sua la migliore velocità di punta nel rettilineo tra la curva “4” e “5” (281.9) e buoni anche gli “speed-trap” sul rettilineo principale, dove ha prevalso Maldonado. Ma il venezuelano ha utilizzato pneumatici “soft” (unico insieme a Ricciardo). Il pilota Lotus si è dato da fare (69 i giri percorsi) e la pole position simbolica è un premio che fa morale visto che il team è ancora ben lontano dall’aver risolto tutte le sue vicissitudini finanziarie. Ed è proprio il morale quel traguardo che continua a mancare in casa McLaren. Ancora una volta è arrivato lo “stop” a causa di un problema alla power unit Honda. Jenson Button in pausa pranzo era già in borghese e pronto a lasciare la pista, con soli 21 giri all’attivo e tanta perplessità per un’altra giornata in cui il programma di lavoro programmato non è stato portato a termine. A bloccare Button è stato un problema al Kers, e il team ha comunicato che il cablaggio nuovo (che dovrebbe risolvere il problema riscontrato) non sarà disponibile prima di sabato. Domani sarà quindi una giornata senza grandi aspettative, con Alonso che sarà in pista con la concreta possibilità di essere bloccato dopo pochi giri come il compagno di squadra inglese. In una giornata in cui Lewis Hamilton ha lasciato il volante a causa dello stato febbricitante, Pascal Wehrlein ha vissuto una sessione che non dimenticherà. Prima l’esordio con la Force India (32 giri) poi è arrivata la chiamata della Mercedes (di cui il tedesco Wehrlein è terzo pilota) ed è corso qualche box più in là salendo sulla monoposto campione del mondo (37 tornate). Il Wehrlein versione “Mercedes” non è riuscito a superare in classifica il gemello al volante della Force India, ma è stato l’unico in pista ad utilizzare solo pneumatici a mescola “hard”. Wehrlein potrebbe avere una seconda chance in “grigio” se domani Nico Rosberg dovesse confermare i problemi al collo che già oggi lo hanno bloccato. Una Mercedes in versione “lazzaretto”, e per fortuna che è solo una sessione di test. Gran lavoro in casa Sauber e Williams, con tanto di straordinari non previsti per riparare in tempo record la vetture di Felipe Nasr e Susie Wolff. La tester della Williams ha causato un incidente nella sessione pomeridiana chiudendo la traiettoria alla curva “5” mentre sopraggiungeva il brasiliano della Sauber. Le monoposto hanno riportato danni ad ali e sospensioni, ma in due ore e mezza entrambe le vetture sono tornate in pista riuscendo a sfruttare gli ultimi minuti della giornata.