C’è un particolare che resta ancora un po’ nell’ombra dopo due sessioni di test a Barcellona, ed è legato alle gomme. Acquisito il dato di monoposto più veloci di oltre 2 secondi nel confronto con il 2014, l’interrogativo è sui differenziali di prestazione tra le mescole più morbide fornite dalla Pirelli. Alcune indicazioni sono giunte da Williams e Ferrari, nel confronto dei rispettivi giri veloci, tanto da poter individuare una finestra tra i 6 decimi e il secondo. Valori tutti da confermare, nello specifico su circuiti che sapranno tirare fuori il meglio dalle Pirelli supersoft, certo non la mescola ideale al Montmelo. In Spagna è stata ribadita la preferenza assoluta dei team verso il composto medio, prevedibilmente una delle costanti nei primi gran premi dell’anno. Ne sono stati impiegati 122 set nell’ultimo turno di test, ai quali vanno sommati 18 set di medie prototipo 2016, caratterizzate essenzialmente dall’impiego di materiali diversi, ma senza variazioni nella struttura né miglioramenti prestazionali rispetto al composto 2015. Nonostante l’ampio utilizzo del range Pirelli, va messo in conto un possibile comportamento diverso delle gomme quando si inizierà a girare con temperature “normali”. A Barcellona solo a tratti si sono raggiunti i 31° C sull’asfalto, situazione che a Melbourne dovrebbe rappresentare una costante in caso di cielo sereno e sole, svelando un comportamento e un’usura potenzialmente diversi da quelli registrati nei test. «Abbiamo visto una differenza di due secondi, e questo divario potrebbe essere ancora maggiore per le mescole più morbide. Come conseguenza, il modo in cui le gomme interagiscono con le vetture si è modificato, il che avrà chiaramente un effetto sul set-up e sulla strategia. Anche se in alcuni giorni abbiamo avuto temperature della pista che hanno raggiunto i 31 gradi centigradi, le condizioni sono state generalmente molto più fredde di quelle che tipicamente si incontrano nella maggior parte delle gare. Tale differenza di condizioni è un altro fattore che deve essere tenuto in considerazione, in particolare per le hard», ha spiegato Paul Hembery. Osservando i run più lunghi coperti su ciascuna mescola, colpiscono i 26 giri effettuati da Ericsson nel primo giorno di prove con le Pirelli dalla banda bianca, oppure i 27 passaggi di Nasr su gomme dure (42 set imipegati). Quanto alle medie prototipo, hanno consentito 28 passaggi a Perez, Nasr, Hulkenberg e Raikkonen, quasi il doppio di quanto garantito dalle morbide (74 treni utilizzati), con 15 tornate all’attivo per Massa e Rosberg. Infine, quel punto interrogativo delle supersoft (30 set usati essenzialmente per cercare la prestazione sul giro secco), che hanno resistito appena 5 giri nello stint da qualifica e poco più fatto da Ericsson. Il dilemma sulle supersoft è destinato a durare fino a Montecarlo, primo appuntamento nel quale dovrebbero far loro comparsa. f.p. pirelli1 pirelli2