Per quanto combattuto potrà essere il campionato 2015, alla fine la spunterà ancora Hamilton. E’ il pensiero di Stirling Moss, che vede nell’inglese il naturale favorito per il titolo. Come dargli torto? L’avvio di Rosberg non è stato certo di quelli fulminanti, di chi può mettere in discussione la leadership e andando avanti di questo passo, con una Ferrari minaccia temibile per la vittoria, è scontato che si faranno delle scelte nel box Mercedes quando sarà necessario, puntando su chi sta davanti in classifica. «Sarei sorpreso se non vincesse il mondiale. E’ un pilota straordinariamente veloce e ha il giusto motore su una Mercedes: una combinazione che dev’essere vincente, credo», ha commentato a Sky News. Elogi anche per Vettel, equiparato al talento di Hamilton: «La vittoria nell’ultima gara era la miglior cosa che potesse capitare, sappiamo che Vettel è un pilota fantastico, ma anche il ritorno della Ferrari è davvero una grande notizia». Non c’è solo spazio per le previsioni iridate nel pensiero di Moss. Si esprime anche sull’esclusione del Gran premio di Germania dal calendario e da pilota che ha vissuto ben altra epoca, l’attacco va dritto sul Nurburgring: «Il posto in cui dovevano correre il GP di Germania è terribile. Dal più bel circuito al mondo, la Nordschleife, a un tracciato modesto, il Nurburgring. Quel che mi spaventa è la diminuzione del livello di competizione tra piloti su queste macchine». Esiste un fondo di verità nelle parole di sir Stirling Moss, lui che sul vero Nurburgring vinse nel 1961 davanti a Von Trips e Phil Hill, quando parla di un abbassamento del livello di competizione, almeno inteso come confronto diretto; in qualche modo, si rifà alla linea di pensiero dei piloti-eroi, rilanciata anche da Paul Hembery e ritenuta una delle ancore di salvezza della Formula 1 moderna. Fabiano Polimeni