Bella una Formula 1 con 22 maestri assoluti in griglia. Bella, ma sarebbe anche sostenibile? C’è un ruolo quasi “sociale” per i piloti paganti, senza la cui munifica valigia di sponsor parecchi team potrebbero chiudere battenti. Anche nel peggior modo di selezione possibile, viene da pensare, andrebbero privilegiati i migliori, qualcuno che pur assicurando la sopravvivenza economica possa essere anche una scommessa per il futuro. Più volte bollato come pagante, Felipe Nasr non ci sta a passare per il brocco di turno, la cui unica fortuna è quella di avere il supporto del Banco do Brasil e chiarisce: «Ho vinto diversi campionati, queste critiche rappresentano una visione errata, perché i piloti sono arrivati in Formula 1 con le sponsorizzazioni per molto tempo: Alonso, Vettel e persino Schumacher». Ecco, non sarà all’altezza dei predecessori citati, ma è ingeneroso non riconoscere i buoni risultati che ha saputo ottenere in questo inizio stagionale (14 punti contro i 5 di Ericsson). E poi, realisticamente, la Formula 1 odierna offre altre chance per trovare un sedile vero, che non sia quello del simulatore? Volendo mettere i puntini sulle “i”, andrebbero ricordati i casi dei nostri vincitori del campionato di GP2, Pantano (2008) e Valsecchi (2012), ritrovatisi con le porte chiuse da quella F1 che dovrebbe attingere “naturalmente” dal bacino di talenti offerto dalla serie propedeutica e più vicina. Invece, anziché bilanciare talento e portafoglio, i team hanno sempre preferito il secondo elemento. Con questi presupposti, serve davvero una Formula 2? C’era il tempo in cui i talenti avevano in Minardi una sponda importante per mettersi in mostra e quel testimone in qualche modo continua con la Toro Rosso, seppur non si può negare l’ingerenza Red Bull nelle scelte della scuderia di Faenza. Tornando all’attualità, Nasr ammette che non sarà semplice marcare ancora risultati importanti per la Sauber: «Lotus, Toro Rosso, Force India e McLaren stanno arrivando e la nostra macchina è fondamentalmente la stessa delle prime gare. Avremo degli aggiornamenti aerodinamici, ma non posso dare altri dettagli». Fabiano Polimeni