Non sono certo parole dolci quelle di Peter Mucke su Sergio Perez. Il 67enne team principal di Mucke Motorsport ha seguito la carriera di diversi giovani poi approdati in Formula 1, tra cui Vettel, Klien e Sergio Perez. I ricordi lasciati dal messicano? A sentire i racconti, pessimi. Era il 2006, secondo anno in Formula Bmw – in quella stagione nel team DTM corse anche Susie Stoddart -, e Mucke racconta: «Già allora Sergio dimostrò di aver talento, non c’è dubbio. Ma il suo approccio non era per nulla professionale, raramente ho lavorato con uno così negligente come lui». Il riferimento è allo stile di vita condotto da Perez, che dettaglia ai tedeschi di Spox: «Il suo appartamento a Berlino sembrava un campo di battaglia, ha distrutto la mia macchina a noleggio quando tornò a casa ubriaco da una festa, ha fatto tutto quello che non dovresti fare». A supportarne la carriera, le garanzie economiche prestate dagli sponsor, tanto che Mucke non ha dubbi nello stroncare le chance che avrebbe avuto di arrivare in Formula 1 unicamente per il talento e la velocità in pista: «Sullo sfondo ha sempre avuto il suo sponsor messicano, Sergio non doveva preoccuparsi dei soldi che sarebbero finiti, sapeva sarebbero continuati ad arrivare, questo è il punto. Non avrebbe mai raggiunto il vertice se non fosse stato per i soldi. Con il solo talento sarebbe stato fuori dopo un anno di Formula Bmw». Per dare un metro di riferimento opposto, racconta qualcosa anche di Sebastian Vettel: «Assolutamente, era molto diverso. Se la giornata inizia alle 8 del mattino, alcuni piloti si stropicciano gli occhi alle 8:05, ma Seb si alzava sempre alle 6, faceva jogging per mezz’ora e aveva la testa pronta davanti alla tua porta. Non gli dicevo nulla, era tutto di sua iniziativa, questo fa la differenza». Fabiano Polimeni