Sono mancati un po’ in gara, ma le prestazioni viste in Canada sulle due Lotus E23 lasciano ben sperare per un risultato consistente anche nel Gran Premio d’Austria alle porte. Il direttore tecnico Nick Chester non fa mistero di voler proseguire sulla stessa lunghezza d’onda, a Spielberg e negli appuntamenti a venire. «Non c’è nulla per cui non possiamo ottenere le prestazioni di Montreal. E’ un altro circuito da medio carico, esigente sulla trazione, la power unit e l’aerodinamica. Ci sono un po’ di curve in più da media velocità, per cui cambiano i requisiti, ma ci aspettiamo che la E23 vada bene». La mission a medio termine è quella di balzare davanti alla Red Bull nel Costruttori, oggi con un vantaggio di 31 punti ma con una gara difficile all’orizzonte, così come lo saranno Spa e Monza. «Il team non deve temere nessuno dei circuiti che ci attendono, le prossime gare ci daranno l’opportunità di risalire l’ordine dei valori. L’Austria dovrebbe essere una pista favorevole, Silverstone anche perché è un circuito di potenza pur con qualche sfida in più con curve ad alta velocità, sulle quali ci siamo comportati bene a Barcellona, con un assetto simile. Budapest dovrebbe andare piuttosto bene, perché abbiamo dimostrato di poter gestire le curve lente e sul piano della trazione la macchina promette bene. A Spa e Monza saremo forti per le richieste di potenza. Ci stiamo comportando bene su tutti i circuiti, perciò siamo fiduciosi», analizza Chester. «Sappiamo che la Red Bull in quarta posizione ha a disposizione delle risorse enormi a disposizione, faremo tutto il possibile per riprenderli». Intanto c’è da capire il perché del calo prestazionale tra qualifiche e gara in Canada, dove il risultato sarebbe potuto essere molto più interessante se Grosjean non avesse esagerato con Stevens, andandogli addosso durante il doppiaggio. «Abbiamo passato molto tempo ad analizzare le temperature delle gomme e capire quale lezione potessimo imparare. Di solito i piloti ci dicono che in qualifica la macchina è sottosterzante, più bilanciata invece in gara, questa volta il feedback è stato di un bilanciamento migliore in qualifica e sovrasterzante in gara. Il nostro compito ora è di provare a ottenere il meglio in entrambi gli scenari. La macchina ha dimostrato di essere facile nella ricerca dell’assetto e facciamo miglioramenti continui». Fabiano Polimeni