Chiude il week end britannico come difficilmente ci si poteva immaginare, dopo due giorni passati a navigare nelle retrovie, la McLaren. Dopo Monaco, Silverstone regala altri punti, un po’ una miseria perché trattasi del minimo sindacale, buono per infondere fiducia e dare slancio per rovesciare un quadro tecnico ancora in alto mare. Alonso c’è, Button no. Jenson finisce fuori centrato proprio dal compagno di scuderia, nel caos di curva 3, innescato da Grosjean. «E’ il primo punto di tanti, mi auguro. Ma non è il momento della festa perché è solamente un punto, non il miglior risultato e non quel che vogliamo», analizza Alonso. Va detto che ad agevolare l’ingresso nella top ten ci hanno pensato Ericsson e la Sauber, a lungo in decima posizione davanti alla McLaren, ma con l’errore strategico di una sosta di troppo tra il primo e il secondo scroscio di pioggia finale. Strategicamente Alonso ha copiato Raikkonen, entrambi ad anticipare il cambio gomme. «E’ chiaro che fa bene al morale del team ottenere punti, perché sappiamo di star migliorando in continuazione, ma ovviamente non c’è una soluzione magica da una gara all’altra. Quando sei fuori dalla top ten puoi rischiare di più. Se fosse arrivato un temporale e alcuni fossero stati fuori con le slick, senza finire la gara, forse il nostro risultato sarebbe potuto essere ancora migliore. Non ha piovuto per quattro o cinque giri e siamo rimasti con le intermedie su una pista asciutta, alla fine ha funzionato comunque per un punto. Oggi non lo meritavamo troppo perché abbiamo corso a lungo in 11ma posizione, poi con la pioggia l’abbiamo ottenuto più o meno gratis». Un Gran Premio di Gran Bretagna iniziato non sotto i migliori auspici, andando a centrare l’incolpevole Button per evitare la bagarre innescata dalle Lotus: «Il via è stato incredibile, c’è stata molta confusione in curva 3, i due piloti Lotus erano troppo aggressivi e si sono toccati, per evitarli ho fatto un mezzo testacoda e toccato Jenson». Motore spento sulla MP4-30 dell’inglese e gara finita lì. Ora si andrà su una pista che potrebbe dare la chance di ben figurare, a patto di ritrovarsi con una macchina che arrivi al traguardo, senza arretramenti da scontare e con una qualifica certo molto diversa da quella di Silverstone. Ungheria un po’ come Monaco? «Ci saranno aggiornamenti nelle prossime gare, sebbene forse non se ne vedranno gli effetti a causa di penalizzazioni e arretramenti. L’obiettivo è di finire la stagione su un altro piano, quello in cui andare a punti è la normalità e non una notizia». Fabiano Polimeni