La pioggia dell’anno scorso? Destinata a restare un ricordo. Budapest è pronta ad accogliere il Circus, per un Gran Premio d’Ungheria ultima tappa prima di andare tutti al mare. Clima da mare, torrido, è quello atteso tra venerdì e domenica, con punte fino a 37° C al sabato e una sfida che si annuncia interessante sul fronte gomme. I tre pit-stop del 2014 furono agevolati da una partenza con gomme intermedie, alle quali seguirono tre stint su gomme morbide, le stesse riproposte quest’anno, in abbinamento al compound medio. E proprio quest’ultimo, secondo la Pirelli, dovrebbe essere quello più difficile da gestire in caso di temperature estreme, visto il tipo di mescola low-working range, più a proprio agio con valori bassi. Il caldo sarà solo uno dei fattori, perché sullo stress inciderà anche la configurazione del tracciato, costantemente a impegnare lateralmente la gomma, vista la tortuosità dei 4381 metri dell’Hungaroring e la pressoché totale assenza di veri rettilinei. Quello di partenza è giusto un raccordo tra l’ultima curva (impegnativa sull’anteriore sinistra e critica per il sottosterzo) e la lenta prima, punto buono per immaginare un sorpasso, più che sperare concretamente in una manovra dal successo facile. Poi c’è l’allungo sul quale Massa ebbe l’incidente nel 2009 e nel tratto finale un altro dritto a legare l’uscita della veloce sequenza di essere con le ultime curve lente prima della chiusura del giro. «Passiamo da Silverstone – uno dei circuiti più veloci e scorrevoli del calendario F1 – all’Hungaroring, che è tra quelli più lenti, caratterizzato da una successione senza interruzione di curve tecniche. Si tratta di una vera e propria sfida per piloti, vetture e gomme, costretti incessantemente a un duro lavoro: escluso il rettilineo dei box, il resto del tracciato non concede tregua. Una delle maggiori sfide è il meteo: può essere estremamente caldo a Budapest nel mese di luglio, e ovviamente questo ha un effetto significativo sul degrado termico», spiega Paul Hembery. E’ facile prevedere che due soste saranno la strategia più in voga sui 70 giri di gara, confidando essenzialmente proprio sul clima torrido e gomme messe in crisi, una variabile che potrebbe lasciare qualche spiraglio per giocare con la strategia. Le differenze di prestazione sul giro si attendono marcate, tra 1”2 e 1”5, dai calcoli Pirelli e sarà cruciale la gestione della gomma all’interno del range di funzionamento ideale, per non accelerare il processo di degrado termico anticipato da Hembery. «Al fine di trovare il giusto equilibrio tra prestazioni e durata, abbiamo deciso di portare le gomme soft e medium, come l’anno scorso. Questa scelta consente di avere mescole abbastanza morbide per fornire il grip meccanico necessario per affrontare tutte le curve, ma sufficientemente dure per resistere alle impegnative condizioni climatiche del tracciato dell’Hungaroring. È un circuito in cui non sempre è facile sorpassare, per questo la scelta della giusta strategia potrà fare la differenza». Come Monaco, a Budapest le qualifiche ricopriranno un ruolo fondamentale, anche se guardando al gran premio 2014 non si direbbe, con Hamilton terzo al traguardo dalla 22ma posizione in griglia, Raikkonen sesto dal 16mo posto, Ricciardo a vincere dalla quarta piazza e Alonso secondo dalla quinta. La pioggia rimescolò tutto, nel week end che ci aspetta, dovrebbe cadere su Budapest nella giornata di giovedì, lasciando la tre giorni in pista a fare i conti soprattutto con un forte vento. Fabiano Polimeni