Dopo la delibera del Consiglio Mondiale della Fia a Città del Messico, che ha riconosciuto un “bonus” ai nuovi costruttori al debutto in Formula 1, sotto forma di una quinta power unit a disposizione, senza incorrere in penalizzazione, in Honda attendevano un’interpretazione chiarificatrice della norma, per avere la garanzia che, pur essendo retroattiva la disposizione, potesse applicarsi anche nel caso specifico del motorista giapponese, che il quinto motore l’ha già montato e utilizzato, non senza aver scontato le previste penalizzazioni in Austria. Fonti non citate da Motorsport.com avrebbero dato un’interpretazione estensiva, riconoscendo alla Honda il diritto alla power unit aggiuntiva pur avendo, formalmente, già adottato quella quinta citata dal regolamento. Pertanto è facile immaginare come si proverà a beneficiare della dispensa sul motore extra in concomitanza con l’introduzione di un nuovo step di aggiornamenti, spendendo i gettoni a disposizione. I rumors rilanciati, in realtà, dicono anche di un “dilemma” da risolvere: introdurre gli aggiornamenti sulle piste più esigenti sul fronte motoristico o accelerare per una specifica evoluta già in Ungheria? Yasuhisa Arai in realtà non fa alcun accenno a questa seconda ipotesi, svelando tuttavia un interessante particolare: «Il nostro obiettivo è quello di chiudere la prima metà del campionato con una gestione dell’energia mirata e il pieno utilizzo dell’ERS per dare l’opportunità ai piloti di brillare all’Hungaroring». Non è certamente circuito da motore quello di Budapest, «per l’assenza di lunghi rettilinei e tratti a pieno gas è meno impegnativa di gran parte delle altre piste. In ogni caso, i continui saliscendi richiedono una gestione dell’energia precisa, da erogare con marce basse in uscita di curva. Impostare i corretti parametri sarà cruciale nel corso del week end». Fabiano Polimeni