Formula One World ChampionshipOra è uno degli artifici televisivi per rendere più frizzante un'intervista, quello di fare le stesse domande a due piloti, magari con l'assillo del cronometro che scorre, per vedere direttamente nel successivo montaggio video le diverse maniere di affrontare la stessa questione. Ma non era la normalità quando Marcello Sabbatini, nel 1974, varcò i cancelli di Fiorano per incontrare contemporaneamente Niki Lauda e Clay Regazzoni, all'epoca alfieri della Ferrari F1, e intervistarli "in parallelo" prima della partenza per la gara di Digione. Il tutto con Luca di Montezemolo a fare da "ospitante-controllore". as-32-33bUna doppia intervista che abbiamo ripreso sullo Speciale Autosprint in edicola in questi giorni, e dalla quale vi proponiamo alcuni significativi stralci, alcuni dei quali utili a far capire come le problematiche dei piloti non siano cambiate poi tantissimo, da quarant'anni a questa parte… Quanto del successo lo si deve alla Ferrari o alla macchina e quanto invece a loro o comunque ai piloti, è il succo di una delle prime domande, alla quale i due rispondono davvero coerentemente con il loro modo di intendere le corse. Niki Lauda: «Un elemento completa l'altro. Più questa comunione è totale, più sono possibili i risultati. Io non so cosa accadeva prima alla Ferrari, so che adesso i risultati ci sono, perciò la Ferrari mi piace». Clay Regazzoni: «Oggi conta la macchina. Anche un superman, un superpilota col 20-30% di capacità di più degli altri, non riesce a dimostrare nulla se non ha una macchina valida». Formula One World ChampionshipUna domanda successiva e forse cattivella verte sul fatto se Niki, alla prima stagione in Ferrari, fosse già alla pari con Clay«Certo - risponde l'austriaco - sono alla pari con Regazzoni». Che invece nega: «No, non si sta ripetendo quello che è successo a fine stagione con la BRM (quando cioè secondo lo svizzero diedero la macchina migliore a Lauda, ndr). Almeno non credo. Le macchine sono completamente eguali. Penso piuttosto che lui abbia un vantaggio su di me perché collabora in una maniera più diretta, continua e totale con quelli delle gomme (Goodyear, ndr), cosa che io non riesco a fare, per natura». Effettivamente a fine stagione Regazzoni arrivò davanti a Lauda, però 2° in campionato dietro a Emerson Fittipaldi. Questo anche per presunti favoritismi della squadra nei confronti dell'austriaco che compromisero il rush finale. Sempre utile da confrontare e misurare con il passare del tempo, pure la domanda su come avrebbe reagito Lauda qualora la Ferrari fosse stata austriaca e avesse assunto un pilota italiano in sua vece. «Non avrei avuto niente da dire. Perché è un problema professionale e non credo ormai conti più la nazionalità nel nostro sport», è la risposta di Niki. Mentre Clay aggiunge: «Che vuoi? Ormai sono solo i giornalisti italiani, argentini o brasiliani che fanno di queste storie…». Formula One World ChampionshipMolto interessante la risposta di Lauda su chi l'avesse aiutato per cominciare e quanto ci fosse di vero su un prestito chiesto ad una banca austriaca, come un normale investimento d'affari sulla sua professione. «È un po' differente. Fu nel '69, quando dovevo cominciare a correre con la March in Formula 2. Avevo bisogno di 16 milioni. La mia banca me li avrebbe dati, mi dissero. Ma improvvisamente, al ritorno da Londra a contratto firmato, saltò fuori che tutto era cambiato, che i miei genitori avevano messo il veto. E allora andai in un'altra banca, quella che ho attualmente, e chiesi un prestito al 6%, così come si fa per un investimento di una casa». Insomma, un mutuo, anche se certe cifre oggi faranno sorridere (amaramente): altri tempi, altre situazioni e altre nazioni, come sottolinea Regazzoni: «Ah, certo in Svizzera non è mai successo nulla del genere, figurati in Italia». Queste e altre domande con le relative repliche di Niki Lauda e Clay Regazzoni, per un totale di 30 "botta e risposta", li trovate sullo Speciale con le "interviste ritrovate" attualmente in edicola, che ripropone le migliori "interviste giovanili" di Autosprint a vari campioni, da Gilles Villeneuve passando per Ayrton Senna fino a Sebastian Vettel. Formula One World Championship Maurizio Voltini