Terzo e quarto posto dietro alle Mercedes ritrovate: più di così sembra non si potesse chiedere alla Ferrari di Suzuka. Pur se resta il dubbio se sarebbe stato possibile contrastare Rosberg con una strategia diversa, e su quei 20 secondi presi in gara da Hamilton. Probabilmente però a poter deludere è solo il raffronto con lo scorso risultato di Singapore. Ecco perché Maurizio Arrivabene, per far vedere come un miglioramento ci sia, vuole invece prendere a riferimento un'altra pista dalle velocità simili a quella giapponese: Silverstone. «Quando non si vince non si può mai essere del tutto contenti - esordisce il team principal della Ferrari - però penso che il risultato di oggi non debba essere messo a confronto con quello di una settimana fa a Singapore, ma piuttosto con Silverstone, una pista che ha caratteristiche simili a quelle di Suzuka. Se ripensiamo al GP di Gran Bretagna (dove finirono 3° e 8°, ndr), vediamo che il divario che avevamo allora dai nostri principali avversari oggi si è ridotto. E ciò significa che c’è stato un grande sviluppo in tutti i settori, ad iniziare dalla motorizzazione. Quanto alla strategia di oggi, avevamo il dubbio se anticipare il pit-stop sulla Mercedes o piuttosto ritardarlo: ma la pioggia al venerdì aveva impedito di raccogliere dati importanti, e certe scelte avrebbero potuto essere troppo rischiose per la tenuta delle gomme». Maurizio Voltini