MILANO - Mario Andretti è tornato in Italia, a 60 anni dal viaggio col quale lui e la famiglia, da migranti, lasciarono la penisola alla volta degli Stati Uniti dove il campionissimo nativo di Montona sarebbe diventato uno dei piloti più versatili, vincenti e longevi di tutti i tempi. È un cerchio che si chiude e una storia meravigliosa che si compie, visto che “Piedone” è stato ospite speciale di Autosprint che a Milano, nella cerimonia dei Caschi d’Oro, gli ha consegnato lo speciale Casco Legend quale premio per una carriera da inimitabile eroe dei due mondi, da trionfatore del mondiale di F.1 1978 a vincitore di tutto quello che c’era da vincere negli Usa, a partire dalla 500 Miglia di Indianapolis 1969, passando per i titoli nazionali IndyCar e comprendendo anche la Daytona 500 della Nascar, nel 1967, più i trionfi nel mondiale endurance. Ecco le parole di Mario Andretti prima della cerimonia: «Non vedo l’ora di vivere questo momento. So che succederò a Jacky Ickx in questo vostro premio e la cosa mi dà immenso piacere - ha specificato Mario -, in quanto considero il campionissimo belga il mio compagno ideale nelle gare endurance. Quindi avere lo stesso premio sarà un modo simpatico per essere ricordati come due che insieme si sono divertiti e hanno vinto nel nome della Ferrari, un nostro grande amore». Appena giunto al centro di Milano, sceso di macchina, Mario è stato subito riconosciuto da un tifoso, con tanto di grido d’esultanza «Forza Andretti! Viva la tua pole a Monza 1982!».  Mario ha sorriso, aggiungendo: «È bello vedere che anche per strada qui da voi nessuno dei tifosi mi ha dimenticato. Anche per questo non vedo l’ora che inizi la premiazione dei Caschi d’Oro di domani sera» - ha concluso entusiasta il campionissimo statunitense. Mario Donnini