«A dire il vero, a volte mi addormento davanti alla televisione». Non è la reazione di tanti tifosi della domenica, ma quella di Gerhard Berger, che alla Formula 1 attuale non riesce ad appassionarsi. Difficile dargli torto, tanto più quando aggiunge: «Dopo un giro so già chi vincerà la gara». E per cambiare rotta serve un complessivo stravolgimento di come è immaginata la stessa categoria, tanto da non voler indicare come unici responsabili della prevedibilità dei gran premi le power unit ibride. Servono accorgimenti per modificare alcuni dettagli, l’austriaco però va oltre: «Se si vuole salvare il motorsport non bastano soluzioni isolate. Il motore è solo una parte del problema da risolvere. Serve ripensare la Formula 1 dalle fondamenta. Parliamo del motore perché è il tema attuale, con un regolamento che non obbliga i costruttori a motorizzare un certo numero di scuderie». Accusa la Honda, rea di concentrarsi su un unico team (a dire il vero, le possibilità di seguire Red Bull sono state bocciate sul nascere da Ron Dennis nei mesi delle trattative frenetiche per trovare un’alternativa alla power unit Renault), poi vorrebbe il divieto per i motoristi di fornire specifiche diverse da quelle ufficiali: «Tutti devono avere la stessa specifica e omologazione, le differenze resterebbero sulle benzine e l’elettronica: ci sarebbero circa 20 cavalli di differenza, compensabili con un buon pilota e una buona macchina. Così lo sport resterebbe tale e non un meccanismo controllato», spiega Berger ad Auto Motor und Sport. Motori a parte, ne ha anche per quattro punti essenzialmente errati nella Formula 1 moderna nel confronto con la “sua” era: «I tifosi si divertivano dallo spettacolo della guida, tutti capivano che si correva su una palla di cannone. Poi le gare erano imprevedibili, c’erano tante rotture o degli errori. Oggi chi è che resta senza benzina? Lo sport è così perfetto che il dominio della monoposto intacca lo spettacolo. Terzo punto, allora chi andava troppo forte si trovava contro il guard-rail, non erano permessi errori. Oggi ci sono enormi vie di fuga. Ultimo, un tempo c’erano 5 emittenti televisive, oggi 200 e un gran premio non deve per forza posizionarsi alle 14:00 di domenica». Sul tema, già Toto Wolff ha immaginato di recente un diverso format di gara, un’offerta che sia in linea con le evoluzioni tecnologiche e non resti vincolata al classico mezzo televisivo. Sarà un aspetto sul quale le future riunioni dello Strategy Group dovranno intervenire. L’affondo di Gerhard Berger si conclude mettendo sul banco degli imputati l’eccessiva complessità della Formula 1, buona per un pubblico di addetti ai lavori o, comunque, fortemente specializzato. «Il pubblico si trova davanti un sacco di regole e termini che non conosce. Ogni domenica ce n’è uno nuovo, abbiamo il Drs, il Kers, i token, le gomme Ultra soft e via dicendo. Non c’è una persona al mondo che sappia cos’è un token. Le persone devono lavorare per l’intera settimana e vogliono seguire uno spettacolo che li intrattenga nelle due ore di gara». Fabiano Polimeni