Eleggere il miglior pilota della Formula 1 odierna? Esercizio complesso e al quale è impossibile rispondere con un verdetto che metta d’accordo tutti. Troppi parametri entrano in gioco nel definire il “pilota perfetto”. Il fattore tecnico, la monoposto che si ha tra le mani, la variabile che incide maggiormente. A sentire Gerhard Berger, le ultime stagioni vedono ancora un novero di campionissimi che svetta su tutti gli altri: Vettel, Hamilton, Alonso. Ma quando gli si chiede dello spagnolo nello specifico, spiega: «Tre anni fa tutti dicevamo che fosse il miglior pilota. Oggi non ci scommetterei più. Da tempo ormai non lo dimostra, non è stato in grado di poterlo fare e ci si dimentica quanto fosse forte. Alcune manovre restano ancora valide, ma è troppo poco». Appunto: avere gli “strumenti giusti” per poterlo dimostrare e tra F14-T e McLaren MP4-30 ce n’è abbastanza per affermare che gli siano totalmente mancate le armi per mettersi in luce. Sul periodo ferrarista, il pilota austriaco aggiunge: «Non è stato l’uomo sbagliato per la Ferrari, ma nemmeno quello giusto, perché ha un proprio modo di lavorare». E’ la persona giusta, invece, Vettel, «è simile a Schumacher nei metodi e sono quelli adeguati per la Ferrari. L’ho sperimentato in qualche modo quando correvo per loro, ma non avevo nemmeno lontanamente l’effetto di un Lauda, uno Schumacher o un Vettel. Quando in Ferrari hanno qualcuno che fa da guida, con il loro temperamento italiano riescono ad andar molto bene», ha commentato ad Auto Motor und Sport. Fabiano Polimeni