Newey, F1 verso spese maggiori

Newey, F1 verso spese maggiori
Non è convinto dell’abolizione dei gettoni per lo sviluppo, avvantaggerà comunque i migliori

Redazione

8 febbraio 2016

E’ un Adrian Newey per nulla convinto della strada che è destinata a intraprendere la Formula 1 dal 2017, sempre ammesso che si arrivi a una votazione finale entro l’1 marzo prossimo. Cyril Abiteboul ha anticipato la scorsa settimana una delle misure dall’impatto maggiore, l’abolizione del controverso sistema dei gettoni per lo sviluppo. Ci sarà maggior libertà per i motoristi, insieme all’adozione di un maggior numero di componenti standard, per abbattere i costi delle forniture a 12 milioni di euro, fermo restando il limite all’impiego di un certo numero di propulsori durante il campionato. Libertà che porterà a un livellamento dei valori? Secondo Newey, assolutamente no. Ci sarà, invece, «una spesa frenetica», che avvantaggerà Mercedes e Ferrari, già oggi su un piano superiore rispetto alla concorrenza. Ripercorre quello che doveva essere lo spirito originario dei regolamenti, quando «nelle riunioni del gruppo di lavoro tecnico e le bozze del 2012-2013, si era raggiunto l’accordo sul congelamento dei motori ma per le squadre che erano dietro sarebbe stato possibile proseguire nello sviluppo. Non è quello che è accaduto, ed è diventata una spesa frenetica, con cifre scioccanti per i grandi costruttori», riporta l’agenzia Reuters. E’ ancor più esplicito nel definire «bizzarra» l’idea di un avvicinamento prestazionale, anzi, rilancia sulla disparità della fornitura tra team ufficiali e clienti: «Per me è davvero curioso ritrovarsi con queste regole, per le quali i costruttori devono fornire lo stesso hardware agli altri team ma non hanno obblighi di fornire uguale software, quindi uguali prestazioni». Spezza, invece, una lancia in favore della Renault sul punto, l’unico motorista che ha garantito identica fornitura sia di power unit che di software a tutti i suoi clienti, per il tecnico inglese. Sui margini di crescita delle power unit, ha una visione simile a quella di Andy Cowell, di Mercedes AMG: «Quella ibrida è una tecnologia relativamente giovane, abbiamo già visto i progressi che possono compiersi e non c’è motivo di sospettare che si stabilizzeranno all’improvviso. Se hai un vantaggio, puoi conservarlo per un po’ di tempo». Fabiano Polimeni

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