Dopo un lungo allenamento invernale condotto sui curvoni veloci e l’asfalto abrasivo di Barcellona, la Formula 1 inaugura il mondiale in Australia. Il circuito cittadino di Melbourne ha caratteristiche tecniche diametralmente opposte al Montmelo, visto l’asfalto liscio, sul quale sia consumo che degrado saranno elementi sotto controllo in gara. E’ pista che pone l’accento sul grip meccanico, sollecitando in particolar modo la gomma posteriore sinistra, frutto delle continue accelerazioni da basse velocità e in progressione che caratterizzano curva 3, poi la veloce curva Lauda nel secondo settore e le pieghe a destra nel finale di giro: Ascari, Stewart e Prost. Lo stress sulle coperture è basso e le forze esercitate sono principalmente legate alle forti frenate e accelerazioni, quindi con carichi verticali e longitudinali più di quelli trasversali. Gli elevati livelli deportanti richiesti non impediscono di raggiungere velocità intorno ai 325 km/h sul dritto principale, primo tratto da Drs, seguito subito da una seconda zona in uscita dalla prima variante e verso curva 3. La novità più importante a 12 mesi di distanza dal successo di Hamilton è la possibilità di optare per gomme più morbide rispetto alla selezione di Pirelli gialle e bianche che caratterizzò il 2015. Le scelte effettuate dai piloti hanno privilegiato le mescole gialle e rosse, non senza interpretazioni differenti nell’allocazione dei vari set, con l’obbligo, ricordiamo, di conservare almeno un treno di gomme medie fino alla gara. Si andrà verso una corsa a due pit-stop, da interpretare anche in funzione delle condizioni meteo, a oggi con cielo previsto molto nuvoloso per l’intero week end e un rischio pioggia sulla giornata del venerdì, senza tralasciare interpretazioni “alternative”, vista la disponibilità di tre set diversi di gomme. «Con i notevoli cambiamenti regolamentari rispetto al 2015, ci aspettiamo che le opzioni in termini di strategia si amplino in modo considerevole, con più possibilità non solo per ciascun team ma anche per i singoli piloti. In effetti, le scelte tattiche per l’Albert Park sono iniziate già lo scorso anno, quando ogni squadra ha nominato i suoi pneumatici: solo di recente, come in una mano di poker, tutti hanno finalmente mostrato le loro carte. Domenica pomeriggio a Melbourne vedremo chi ha fatto le scelte giuste», commenta Paul Hembery. Come tutti i circuiti cittadini semipermanenti, l’asfalto andrà a evolversi parecchio con il passare delle sessioni di prove, presentandosi al meglio domenica, salvo l’arrivo della pioggia a lavare la gommatura. Immaginando una strategia di gara su due soste ai box, nel 2015 il migliore all’arrivo con questa tattica fu Hulkenberg, partito 14mo e arrivato settimo: dalle gomme morbide passò alle medie al giro 21 e scelse ancora le gialle per lo stint finale di gara, al 44mo giro. Hamilton, invece, vinse con un solo stop, fermandosi al 25mo giro per montare le gomme medie. Fabiano Polimeni