Marchionne si aspettava una prima fila ma Vettel non è riuscito a dargliela. La Ferrari non è mai apparsa al passo della Mercedes nelle prove del Gp Australia. Il distacco durante le qualifiche è sempre stato superiore al mezzo secondo, con picchi di 1”6 in Q1, sceso a 652 millesimi in Q2 e risalito a 838 millesimi in Q3. Il distacco minimo, forse quello più veritiero viste le condizioni, e cioé dopo il primo giro veloce della Q3 di entrambi è stato più basso: 542 millesimi. Ma sempre di mezzo secondo si tratta. Gli 1 o 2 decimi di divario ipotizzati da Lauda alla vigilia e sperati anche dal clan Rosso, non ci sono stati. La Ferrari ha un po' deluso le aspettative, almeno sul giro veloce. Lo ammette anche Vettel quando dice: “Si, mi aspettavo di essere più vicino alla Mercedes. Ma sappiamo che loro hanno il potenziale di dare più potenza al motore in qualifica”. L'analisi delle qualifiche: distacchi irreali L'allarme viene dal fatto che è sembrato in più momenti che la Ferrari abbia accusato lo stesso difetto cronico degli ultimi anni: fa fatica scaldare le gomme. Non è servito sulla SF16-H, introdurre la nuova sospensione push rod anteriore per far lavorare meglio le gomme. Gli pneumatici sembra fatichino anche quest'anno ad andare in temperatura e quindi impediscono ai piloti di avere il massimo grip sul giro veloce. Lo ha ammesso anche Raikkonen: “Ho faticato a portare le gomme in temperatura, a volte non funzionano troppo bene e ci vuole tempo per scaldarle”. Questo non sarà un problema in corsa, ma può diventare un guaio in prospettiva perché limiterebbe il potenziale di Vettel sul giro secco in qualifica per partire in prima fila. E scattando dietro, tutto diventa più difficile. Ma serve una controprova prima di strapparsi i capelli e rassegnarsi. Melbourne è pista atipica, un tracciato cittadino dove l'asfalto – mai usato in altre gare durante l'anno - che si pulisce e migliora giorno dopo giorno; in più dopo un'intero venerdì di pioggia la pista era scivolosa e poco aderente, e quindi forse amplificava il difetto. Bisogna aspettare il Bahrain (3 aprile) per capire meglio se questo limite della Ferrari che è troppo “gentile” con le gomme in qualifica può rivelarsi ancora un handicap in prospettiva campionato. Alberto Sabbatini