L'affare Monza F1 potrebbe sbloccarsi positivamente fra pochi giorni. Se fino a una settimana fa il GP d'Italia sembrava avviato alla cancellazione, adesso lo spiraglio si sta riaprendo. E un accordo con Ecclestone potrebbe arrivare entro i primi giorni di maggio. È l'ultima novità della complessa vicenda che da mesi sta tenendo col fiato sospeso gli appassionati di F1, gli organizzatori monzesi e la stessa ACI che, tramite il presidente Angelo Sticchi Damiani, tratta da mesi con Ecclestone il difficile accordo. Le dimissioni di Ivan Capelli dal consiglio di amministrazione della Sias, la società che gestisce l'autodromo, rese note pochi giorni fa, non vanno infatti intese come il segnale del fallimento e della resa. Ma come una premessa positiva alla riapertura della trattativa fra Ecclestone e Monza. E vi spieghiamo perché. Capelli ha scelto la strada delle dimissioni per costringere alla resa Andrea Dell'Orto, l'amministratore delegato della Sias. Dell'Orto è il manager inviso a Ecclestone, che lo accusa di cattiva gestione economica. A far infuriare Ecclestone è stata la scelta della Sias e di Dell'Orto di investire 4 milioni di euro nel progetto della variante al Curvone per portare la Superbike a Monza privando così il circuito di parte delle risorse economiche necessarie per finanziare la F1. La posizione di Ecclestone da allora è ferma: finché c'è Dell'Orto, non tratto il rinnovo del contratto. Ad aggravare le cose c'è anche una chiusura di esercizio fortemente passiva dell'esercizio 2015 che pone in cattiva luce la gestione Dell'Orto. Per sbloccare il problema, Capelli aveva chiesto le dimissioni a Dell'Orto. Ma l'a.d. si è rifiutato. Per questo l'ex pilota di F1 ha scelto la strada estrema: si è dimesso lui la scorsa settimana dal consiglio di amministrazione della Sias, pur mantenendo invece il ruolo di presidente Ac Milano (ente che controlla la Sias). Uscendo Capelli (e anche un altro membro) dal Cda, il complicato meccanismo delle leggi societarie porterà a far decadere l'attuale Gestione, compreso l'amministratore delegato. A questo punto l'AC Milano potrà procedere alla formazione di un nuovo consiglio di amministrazione per la Sias, con personaggi diversi e un nuovo potenziale amministratore delegato, stavolta gradito ad Ecclestone che possa soddisfare tutte le parti. Tutto ciò dovrebbe avvenire tra pochi giorni, nell'ultima settimana di aprile, a seguito di una convocazione del Cda fissata in quei giorni. Poi inizierà la complessa fase del rinnovo del contratto con Ecclestone, per il quale restano le difficoltà economiche: Ecclestone vuole 20 milioni l'anno per riportare la F1 a Monza dal 2017 e l'Aci per ora ne ha stanziati soltanto 12,5, mentre la parte promessa dalla Regione è inconsistente. Ma la speranza è che l'Aci possa trovare il modo di far fronte anche a quei 7 milioni mancanti attingendo ad ulteriori proprie risorse. Incrociando le dita, perché con la politica di mezzo non si sa mai, è possibile che entro l'inizio di maggio la vicenda del GP d'Italia a Monza possa avviarsi verso una conclusione positiva. Altrimenti, come leggete su Autosprint in edicola questa settimana, Imola si dice pronta... Alberto Sabbatini