Due edizioni e due firme del campione del mondo nell’albo d’oro "moderno" del Gran Premio di Russia – nel 1913 e 1914 in realtà si corse un gran premio di Russia a San Pietroburgo, quando ancora la Formula 1 era un concetto sconosciuto – . A Sochi finora ha festeggiato sempre Lewis Hamilton sul gradino più alto del podio. Due gare condotte senza particolari patemi, nel 2014 ci provò Nico Rosberg a contendere la posizione in partenza, ma alla prima staccata il tedesco sbagliò il riferimento della frenata e spiattellò le gomme anteriori; fu costretto a una rimonta dal fondo della griglia: un pit-stop appena, al primo giro, sufficiente per arrivare al traguardo, secondo. Nel 2015 le cose andavano meglio per l’attuale leader del mondiale, ma la rottura della molla dell’acceleratore lo costrinse al ritiro, lasciando gioco facile a Hamilton. Per dare un’idea della supremazia Mercedes in Russia, basti pensare che tutti i 106 giri che hanno composto le due eduzioni del gran premio hanno visto al comando una Freccia d’argento: 100 tornate con Hamilton davanti, 6 per Rosberg. Sochi, uno degli ultimi Tilkodromi veri e propri, pista creata intorno al villaggio Olimpico che ospitò le Olimpiadi invernali nel 2014; asfalto molto liscio, per nulla abrasivo, configurazione piatta sia per le variazioni altimetriche che la varietà di curve, 18 in totale: è prevalentemente un susseguirsi di pieghe a 90 gradi, staccate e ripartenze, con l’unica interessante variazione sul tema rappresentata dalla lunga curva 3. Si affronta in progressione, staccando a oltre 280 orari in curva 4, là dove Raikkonen e Bottas arrivarono ai ferri corti nel 2015: ultimo giro, terza posizione in ballo, dopo essersi liberati di un sontuoso Sergio Perez, più che mai abile a gestire le coperture. Kimi prova l’attacco all’interno, ma è un po’ troppo distante dalla Williams e colpisce Bottas sulla posteriore destra. Ritiro per Valtteri, quinta posizione al traguardo per Kimi, che verrà retrocesso in ottava per la penalizzazione di 30” inflitta dai commissari, che lo riterranno responsabile dell’incidente. Analisi GP F1: Sochi stupisce Grazie al piazzamento della seconda RossaVettel salì sul podio, secondo – la Mercedes conquistò con largo anticipo il titolo Costruttori. Era lo scorso ottobre, abituale collocazione del Gran Premio di Russia nel calendario; oggi anticipa e una corsa in aprile avrà ripercussioni su quelle che saranno le temperature ambientali a Sochi, attese tra i 5 e 6° C inferiori a quelle dell’ultima edizione. Cinquantatré giri di gara, ognuno di 5.848 metri. Il miglior crono a Sochi appartiene a Nico Rosberg, poleman nel 2015 con 1’37”113. In gara, è Vettel a detenere il giro veloce: 1’40”071. Tempi destinati a essere migliorati quest’anno, pur con la medesima gamma di mescole Pirelli a disposizione. Sul fronte pneumatici si è passati dalla scelta ultraconservativa del debutto, quando vennero proposte le gomme medie e morbide, allo step più aggressivo del 2015, con gomme morbide e supermorbide, peraltro confermato quest’anno. Asfalto che ha subìto un’evoluzione rispetto alla stagione d’esordio, quando team e piloti dovettero fare i conti con un manto nuovo ed estremamente liscio. Ci si attendeva il debutto della mescola ultramorbida, ma dovremo pazientare fino a Montecarlo per vederla in azione. Tra i numeri da appuntare dalle due edizioni corse finora, abbiamo il 343,1: km/h raggiunti da Raikkonen in gara nel 2015; e il 3: tante sono state le safety car protagoniste, due lo scorso anno, la prima per l’incidente in curva 2 tra Hulkenberg ed Ericsson in partenza, poi per il botto di Grosjean con la Lotus sfuggita di mano e andata a sbattere contro le barriere di curva 3. Del Gran Premio di Russia 2015 ricorderemo anche l’incidente di Carlos Sainz, andato a infilarsi sotto le barriere di curva 13, dopo aver perso la Toro Rosso in frenata a 315 orari, esser scivolato sul muretto interno e terminato la corsa sotto le barriere protettive. Accadde nel corso delle prove libere 3 e ci volle molto tempo prima che i commissari riuscissero a estrarre la macchina incagliata. Pilota che non riportò conseguenze fisiche, tanto da partecipare alla gara (non alle qualifiche) e rendersi protagonista di una bella rimonta, prima che una rottura sulla STR11 lo lasciasse a piedi. Fabiano Polimeni