Ha una lunga storia alle spalle il Montmelo, dove la Formula 1 sbarcò nel 1991 per la prima edizione del Gran Premio di Spagna sul Circuit de Catalunya. Pista ultracollaudata, i suoi 4.655 metri sono il banco di prova ideale per saggiare la completezza di una monoposto e valutarne la bontà a tuttotondo. E' in grado di impegnare il telaio e premiare il carico aerodinamico dei migliori, ma anche di stuzzicare le doti in trazione nel settore conclusivo. A completare un piatto variegato, tre frenate con elevate decelerazioni, tuttavia, le occasioni di sorpasso restano molto limitate.

Il lungo rettilineo di partenza porta alla staccata di curva 1, la più violenta, con 5.6G di decelerazione, per passare dai 335 orari a un inserimento a 122 orari in appena 103 metri. La pressione sul pedale è di 168 kg, ma per immaginare un attacco è fondamentale uscire vicini a chi precede dall'ultima chicane prima dei box e non perdere terreno sul curvone finale. Il primo settore è contraddistinto da due lunghe curve a destra in appoggio: curva 3 impegna la gomma anteriore sinistra, quella che soffre di più al Montmelo. Si affronta in pieno, e porta alla terza staccata più decisa di tutto il giro. In curva 4 si sviluppano 4.6G di decelerazione e per provare l'attacco serve essere molto più veloci di chi precede.

Nel settore centrale, spiccano il rapido cambio di direzione sinistra-destra e la curva La Campsa, velocissima destra che immette sul secondo dritto più lungo del circuito. In fondo, grazie al DRS, si potrebbe immaginare un tentativo di sorpasso, con le stesse problematiche che si ritrovano in fondo al dritto: il disturbo aerodinamico su curva 9 impedisce di seguire da vicino la macchina che precede. Si stacca con una decelerazione di 5G e ci si immette nel settore finale, il più tortuoso: sollecita la trazione l'uscita di curva 10, La Caixa, sottolinea il sottosterzo la doppia curva a destra della Banc Sabadell. 

GP di Spagna, 25 anni di storia

Un giro sul Circuit de Catalunya vede il 18% del tempo trascorso in frenata, a fronte del 60% trascorso con il gas spalancato, con consumi di carburante pari a 1,89 kg/giro. Il record del circuito è firmato Kimi Raikkonen e resiste dal 2008: 1'21"670. Lo scorso anno la miglior prestazione fu quella in Q3 di Nico Rosberg, autore di 1'24"681, mentre in gara Hamilton staccò 1'28"270. 

I riferimenti da tenere d'occhio, invece, per effettuare dei raffronti nelle prove libere quest'anno con il 2015 sono i seguenti: 1'26"828 il miglior tempo nelle FP 1, 1'26"852 nelle FP 2 e 1'26"021 nelle FP3 al sabato. 

Fonte dati frenate: Brembo

Marchionne, finora solo sfortuna