Da un lato la promozione di Verstappen, dall'altro la retrocessione di Kvyat. Saranno i nomi sotto i riflettori nel week end di Barcellona alle porte. Poi c'è Carlos Sainz, che guarda la chance offerta all'olandese e nel box accanto al suo si ritrova un Kvyat prevedibilmente voglioso di ricostruire la carriera. «Quando ho sentito che stavano promuovendo Max, non vi mentirò, mi sarebbe piaciuto fosse toccato a me. Ovviamente vuoi essere tu quello che  si sposta alla Red Bull, ma quando ci penso con calma vedo la questione in modo positivo», commenta Carlos.

L'accelerazione impressa da Marko agli eventi, la scommessa su Verstappen - di cui parla nell'intervista sul numero di Autosprint in edicola -, un futuro che sarebbe stato dell'olandese sulla Red Bull il prossimo anno: tessere di un mosaico che, composte, lasciano in Sainz ancora la fiducia giusta per segnalarsi e approdare a Milton Keynes: «Alla fine, né nei piani Red Bull né nei miei c'era l'obiettivo di spostarsi quest'anno, quindi non si tratta del fallimento di nessuno. L'obiettivo resta quello di essere in Red Bull nel 2017 o nel 2018».

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Gestito il confronto con il rampante Verstappen, ha pagato un 2015 bersagliato da problemi di affidabilità, quest'anno, invece, Australia a parte, Max gli è stato davanti in gara: «In Red Bull sanno bene quel di cui sono capace, studiano i risultati meglio di tutti e mi hanno messo a confronto con Max per un anno e mezzo e sanno cosa posso fare, quindi se lui ha avuto l'opportunità significa che un'opportunità arriverà anche per me se saprò trasformare la velocità dimostrata in risultati. 

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Con Max c'è stata un'alta attenzione mediatica e i risultati che ho ottenuto sono stati oscurati dalle cose che stava facendo lui, ma questa situazione non mi ha condizionato e non lascerò che accada», spiega ai cronisti alla vigilia del Gran Premio di Spagna.

Con l'avvicendamento Verstappen-Kvyat il clima all'interno della Toro Rosso sarà più sereno e la gestione dei due piloti più semplice, un aspetto richiamato da Marko all'indomani del cambio di tuta tra i due. Non sarà, però, un prosieguo di campionato facile per Sainz, che tesse le lodi del pilota russo: «Conosco Kvyat da quando avevamo 12 anni, abbiamo lottato in pista sin da ragazzi e non serva che vi dica quant'è bravo. E' stato retrocesso dalla Red bull ma non significa abbia perso talento, è ancora forte o anche migliore di quando l'ho incontrato in GP3. Non dimenticatevi che ha fatto più punti di Ricciardo nel 2015 e ha un anno in più d'esperienza rispetto a me, conosce il team: tutto sommato sarà un rivale molto difficile da battere».