Si chiude un fine settimana molto difficile per Sebastian Vettel. Il quattro volte campione era arrivato in Catalogna con l’obiettivo di regalare alla Ferrari la prima vittoria stagionale, ma riparte da Barcellona con un terzo posto (“importante” come l’ha definito Marchionne) ottenuto dopo un sabato disastroso e grazie al “suicidio collettivo” messo in scena dalle Mercedes subito dopo lo start. 

Il tedesco non è mai stato veramente in lotta per la vittoria, conquistata dall’eccezionale Max Verstappen su Red Bull, e nel finale ha potuto respirare anche grazie alla foratura che ha messo ko l’ex compagno di team Daniel Ricciardo, con cui ha ingaggiato un lungo duello: “E’ stata una gara molto interessante, loro (le Red Bull, ndr) hanno cercato di coprire la mia strategia con la macchina di testa, ma sia per me che per Daniel la strategia a tre soste non era quella migliore. Poi ho fatto una gara interessante cercando di tenerlo dietro: loro con le medie erano veramente competitivi e più veloci di noi nell’ultimo settore ed è stato difficile tenerlo dietro".

Alla prima staccata del giro 59 Ricciardo si lancia all’assalto con veemenza, con un leggerissimo ritardo, e cercando di passarlo all'interno i due rischiano il contatto. Vettel non apprezza la manovra dell’australiano e alla radio impreca e spiega al suo team: “se non l’avessi evitato mi sarebbe venuto addosso. E’ una gara o una partita di ping pong?”. A palla ferma e soprattutto a sangue freddo Seb ha così commentato il quasi contatto con Daniel: "C’è stata una situazione molto complicata, lui è arrivato molto vicino e se non mi fossi aperto avremmo fatto un incidente. In quel momento ero molto carico e a caldo mi sono arrabbiato, perché se non mi fossi adattato ci sarebbe stato un contatto. Ma sono le gare e capisco che Daniel abbia provato a sfruttare l’unica occasione che aveva. Lottare con lui è sempre molto divertente". Il bilancio della gara, gravemente compromessa già dal risultato in qualifica, è conciso: "Alla fine ho preso il podio, anche se col senno di poi mi rendo conto di aver seguito la strategia peggiore, però ora le chiacchiere non contano nulla”.