I commissari di Barcellona hanno deciso per il "non luogo a procedere", giudicando equivalenti le colpe nell'incidente iniziale che in un colpo solo ha tolto di scena entrambe le Mercedes. Ma siamo sicuri che il patatrack fra Nico Rosberg e Lewis Hamilton farà parlare ancora parecchio… e soprattutto in casa AMG-F1-team. 

L'episodio è stato abbastanza devastante nella dinamica, con la macchina di Hamilton che va a falciare quella di Rosberg una volta finita nell'erba a bordo pista. Il fatto è che sull'erba - all'interno - Lewis ci era stato accompagnato da Nico. Ma analizzare le cose considerando solo la staccata di curva 4 sarebbe limitante, non completo. Partiamo allora dall'inizio, in senso letterale. Al via Hamilton scatta bene, ma Rosberg gli prende la scia (il rettilineo è lungo) e dopo un paio di cambi di traiettoria di Lewis lo affianca all'esterno e sfruttando la traiettoria compie un bel sorpasso. Hamilton gli resta comunque in scia e si arriva alla fine del lungo curvone 3 quando si accende la luce rossa in coda alla macchina di Rosberg. Nico ha alzato un po' il gas e sta armeggiando con i comandi (mappatura sbagliata, ha confermato alla fine) così Lewis guadagna molta velocità e va a puntare sulla destra. 

A questo punto Nico chiude in modo difensivo proprio verso destra, andando fino a bordo pista. Lewis non ce la fa a rientrare o frenare, finisce nell'erba e qui perde completamente il controllo della macchina, che va in testacoda fino a impattare contro quella del compagno-rivale che stava inserendosi in curva 4. E l'episodio finisce con entrambi nella ghiaia, con Hamilton che si porta le mani al casco e poi lancia lontano il volante prima di uscire dalla macchina. Nessun team-radio, ma se il linguaggio dei gesti vale qualcosa… 

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Cerchiamo di vedere le cose dai rispettivi punti di vista: regolamento alla mano Rosberg aveva il diritto di "piegare" a destra, perché non aveva nessuno a fianco (nemmeno per pochi centimetri) ed era la prima deviazione che effettuava. Inoltre in passato Hamilton aveva più volte chiuso la strada brutalmente e lui era stato costretto a frenare o addirittura a finire fuori pista. Stavolta i ruoli erano semplicemente invertiti. Del resto Hamilton è riuscito a "mettere dentro" la ruota anteriore sinistra solo quando quella destra era ormai sull'erba, nello slancio. 

Dal punto di vista di Hamilton stesso, va detto che tutta l'azione si è svolta molto rapidamente e soprattutto con una notevole differenza di velocità. Per cui se può essere vero che non era certo nella situazione psicologica di essere il primo a "mollare" (dopo tutto quello che era successo nei metri precedenti e per essere ancora una volta "quello che non ha sfruttato la pole position") e che frenando avrebbe evitato l'incidente, è anche vero che ha avuto un margine ridottissimo, per non dir nullo, di cambiare idea. A prescindere da quelli che potrebbero essere gli accordi di squadra relativamente alla gestione del primo giro in lotta diretta, inoltre, la decisione di attaccare non è in sé criticabile quando chi ti precede ha un simile rallentamento. 

Sta di fatto che il tutto non si è risolto in modo indolore, per i diretti protagonisti, ognuno dei quali ha colpe e discolpe. Dovendo a tutti i costi dare una sentenza, diremmo che fra Rosberg e Hamilton ciascuno ci ha "messo del suo" sia volontariamente che inavvertitamente, per cui concordiamo con la decisione del collegio di gara che non ha applicato sanzioni. Pure Toto Wolff è stato molto "distensivo" nelle sue dichiarazioni dopogara, ripartendo un po' le responsabilità e ricordando che in ogni caso la colpa dei due piloti è stata soprattutto quella di non aver concluso la gara! 

Fra l'altro, oltre ad essere quello che in ottica campionato ci rimette di più (ora è terzo) Hamilton avrebbe rischiato grosso anche con una semplice "reprimenda", quella sanzione che secondo alcuni vale zero: invece nel suo caso si sarebbe sommata a quelle precedenti e l'avrebbe costretto a partire 10 posizioni indietro proprio a MonteCarlo (il prossimo GP) dove superare è ancor più impossibile che a Barcellona. Quindi bene così, per quanto possibile.