Hanno atteso a lungo, prima di parlare ai microfoni. Raccontare i fatti dal loro punto di vista. I commissari avevano già deciso che la vicenda andava catalogata tra gli incidenti di gara. Dopo un lungo confronto nel motorhome Mercedes, Rosberg e Hamilton analizzano l'episodio chiave del Gran Premio di Spagna ed emergono dettagli ulteriori sull'antefatto all'origine del duplice ritiro.

«Ho fatto una buona partenza, ma lui mi ha preso la scia verso curva 1. Poi su curva 3 ha avuto il motore che andava a potenza ridotta, fondamentalmente ha commesso un errore ed è partito con il settaggio sbagliato. Abbiamo una sola mappatura per la massima potenza e non era su quella, il che significa avere 180 cavalli in meno», spiega Hamilton.

Con una tale differenza, si è creato lo scenario ideale per provare il sorpasso: «Non era una situazione in cui la porta era già chiusa e ho deciso ugualmente di andare sull'erba. Ho visto uno spazio e ci sono andato, è quel che fa un pilota?. Da dove aveva la macchina, mi trovavo ancora con la larghezza giusta a destra della traiettoria e alla velocità a cui ero dovevo decidere se andare a sinistra, con uno spazio ristretto, o a destra. L'interno è sempre la traiettoria preferita, c'era tanto spazio in più e ho deciso di provare. Poi c'era parte dell'ala e della ruota con la linea bianca accanto, e il margine diminuiva rapidamente. Ho fatto il possibile per evitare un incidente ad alta velocità andando sull'erba, ma tutto è accaduto in fretta»

A quanti hanno sollevato dubbi sulla reale attenzione di Rosberg su Hamilton alle sue spalle, perché impegnato a regolare il manettino sul volante e recuperare la mappatura corretta, Nico dice: «Ero consapevole della situazione e ho visto Lewis avvicinarsi così ho effettuato la classica manovra di chiudere la porta il prima possibile. L'ho fatta in modo pulito, non ho lasciato spazio, ed ero molto sorpreso che fosse andato lo stesso a cercare spazio»

Resta il fatto di una pesante battuta d'arresto nel mondiale. Zero punti, sotto gli occhi di Dieter Zetsche, gran capo del gruppo Daimler, che si attendeva ovviamente ben altro risultato, con due macchine in prima fila. 

«Era la gara da vincere per me e la Mercedes, ero qui per vincere ed è quel che cercavo, dopo aver passato Lewis in curva 1 ero davvero contento. Terminare nella via di fuga in quel modo è il peggio che potesse capitare», spiega Rosberg.

Nel lungo faccia a faccia tra piloti, tecnici e dirigenza, Hamilton si è scusato con Nico, come conferma Toto Wolff: «E' vero, ma rientra nella cultura interna al team. Entrambi, ovviamente, erano scontenti della situazione, di aver deluso la squadra. E credo entrambi sappiano di non essere senza colpe nella situazione specifica»

"Colpe" riassumibili nell'errore di Rosberg con l'errata mappatura del motore, che l'ha esposto al recupero di Hamilton, così come nella ricerca da parte di Hamilton di uno spazio che stava andando a chiudersi nel momento stesso in cui ha scelto di attaccare. Non a caso, a caldo, Lauda ha puntato il dito sulla fretta avuta da Lewis nel cercare la risposta alla manovra subita in curva 1, peraltro pulita. «Anzitutto chiedo scusa a tutto il team, mi è sprofondato il cuore quanto mi sono fermato. Non riuscire a portare il risultato, onestamente è indescrivibile quanto mi senta abbattuto. Non mi interessa di chi sia la colpa, solo un enorme "Scusate" alla squadra. Farò tutto quel che posso perché questo non accada di nuovo. Al momento non abbiamo grandi sensazioni, ma recupereremo».