Dopo settimane, mesi, a sottolineare la particolarità del circuito cittadino di Baku, la spettacolare curva 8 larga appena 7 metri, arrivano le considerazioni di Hamilton - che la pista l'ha provata al simulatore come tutti i piloti - a porre l'accento sull'eccessiva larghezza di alcune parti del tracciato. Per Lewis, il riferimento tra le piste cittadine è uno solo: «Monaco è IL circuito cittadino. E non ne fanno più come quello, non so perché; potrebbero fare i circuiti cittadini come facevano una volta, non capisco.

Non so cosa dire, è solo un'altra pista nuova con un punto molto stretto, rettilineo molto lungo. In certi punti la pista e molto molto larga, quasi quanto un'autostrada, ma siamo fiduciosi che sarà divertente». E' chiaro come le caratteristiche di Montecarlo siano irripetibili e resterà il paradigma del circuito cittadino. Da quelle che sono le premesse, Baku potrà ritagliarsi un proprio, interessante, spazio grazie all'insolito disegno; se sarà anche garanzia di spettacolo in pista si potrà valutare solo quando le monoposto inizieranno a girare ed emergeranno pro e contro del layout. 

Ferrari, Adami: A Baku assetti di compromesso

ROSBERG CERCA IL RITORNO. Guarda al Gran Premio d'Europa con gli occhi di chi ha bisogno di dare un chiaro segnale di competitività, in casa Mercedes, Nico Rosberg. Freni e gomme che non funzionavano a Monaco, il contatto in partenza a Montreal, due battute d'arresto pesanti in ottica iridata hanno eroso quasi del tutto il bottino che si era costruito dopo le prime gare. «In Canada non è andata come previsto, ma è così che vanno le cose quando spingi al limite e non cambierò il mio approccio né inizierò a cedere. Sono in lotta per vincere il campionato e non per essere il secondo. Baku rappresenterà una sfida enorme, ho fatto del lavoro al simulatore per avere un'idea di quel che ci aspetteremo e per imparare il tracciato.

Con Ferrari e Red Bull molto vicine al nostro passo, ogni piccolo dettaglio che riusciremo a trovare nel week end potrebbe fare la differenza».

Sterzi a parte, Ringraziamo Dio che c'è Le Mans