Una delle ultime volte che avevamo parlato di James Allison era stato, purtroppo, in occasione della scomparsa della moglie, esattamente tre mesi fa. Ora il direttore tecnico della Scuderia Ferrari è tornato in pubblico e in occasione della Fia Sport Conference 2016 di Torino (dove tra gli ospiti abbiamo visto anche Marchionne e Vettel) ha rilasciato dichiarazioni sullo stato di salute della Formula 1 e su quanto e come il regolamento 2017 influirà su prestazioni e spettacolo. 

La F1 è da sempre percepito come l'apice tecnologico non solo del motorsport ma dell'intero universo automobilistico. La tecnologia è tuttora il fattore più importante anche per quanto riguarda la percezione che il pubblico ha della Formula 1? "Non saprei perché la F1 è di per se è un grandioso mix di molti elementi ed è difficile isolare un solo fattore e renderlo identificativo della Formula 1. Quello che posso dire è che quando ero ragazzo, per me la tecnologia era l’elemento chiave e sondaggio dopo sondaggio appare evidente che sia un elemento importante per tutti"

Vettel: "La F1 deve restare pericolosa"

Alcuni non hanno esitato a definire rivoluzionario il regolamento in vigore dalla prossima stagione (basti pensare al sistema di protezione Halo), ma su questo punto l'ingegnere è piuttosto pragmatico: "Ogni stagione rappresenta una nuova divertente sfida ma un nuovo regolamento stimola e spaventa in egual misura. Stimola perché devi mettere da parte tutte le cose su cui stavi lavorando, sgombrare la mente e ripensare da zero su come affrontare un problema. Spaventoso perché ogni team affronta lo stesso dilemma: hai la vettura con cui stai gareggiando e quella che stai sviluppando e quando le regole sono stabili quello che fai ora funzionerà anche l’anno dopo, mentre quando c’è un nuovo regolamento è una grande sfida cercare di capire quante risorse destinare su un progetto e quante sull’altro".

Altro quesito ormai storico riguarda l'eventuale riduzione del gap tra Ferrari e le vittoriose Mercedes: "Il nostro imperativo è lo stesso ogni anno: vincere. Quindi dobbiamo impiegare le nostre risorse nel modo più efficace possibile nella stagione in corso e allo stesso tempo assicurarci chance di vittoria per l’anno successivo".

Ultimamente nei meeting tra team manager ha tenuto banco su dove si trovi il bilanciamento tra chassis, power unit e pilota. Al momento la bilancia sembra pendere sulla power unit: "Attualmente direi che la proporzione è 20-40-40, col pilota che conta il 20%. L’anno prossimo l’aerodinamica avrà maggior rilevanza ma non sarà così decisiva, la power unit avrà sempre un ruolo estremamente importante. Le attuali power unit sono “belve esotiche, eccezionali” e il nostro compito è quello di spremere ogni caloria, anche se non è un termine che sentirete usare spesso, dal carburante trasformandolo in potenza da scaricare sull’asfalto".

Da parte del pubblico non mancano critiche alla F1 attuale, accusata di non solo di essere poco emozionante ma anche più lenta rispetto ad alcuni anni fa: "Molta gente pensa che i tempi siano fondamentali, altri che lo sia la competizione in sé. Io penso che entrambi i fattori siano importanti e ci piacerebbe che ogni Gran Premio fosse come un incontro di pugilato e in un certo senso si sta andando in questa direzione, abbiamo visto anche elle bellissime gare fino ad ora quest’anno e la situazione non farà che migliorare. Ma allo stesso tempo i tempi sul giro si alzano: se diamo un’occhiata alle statistiche vediamo che i picchi sono stati raggiunti pochi anni fa e ora stiamo iniziando ad approcciarci a questo aspetto e dall’anno prossimo inizieremo a battere questi record e riusciremo ad avere competizione e giri veloci"